Cosenza
 

Luzzi (Cs), imprenditore malmenato dai suoi congiunti

È dovuto ricorrere alle cure del nosocomio cosentino, G.D., imprenditore che svolge le proprie attività tra Cosenza e Luzzi. Proprio in questa località, posta alla destra del fiume Crati, l'imprenditore aggredito ha un'attività di B&B e un'azienda agricola impegnata nell'ambito delle biodiversità.

Una sgradevole faccenda che va avanti da diversi anni e che ha dell'inverosimile: l'imprenditore, che si è anche rivolto al Prefetto di Cosenza, senza però sortire neanche un apparente risultato, ha sempre denunciato le vessazioni a cui è sottoposto da tempo.

Purtroppo per G.D., ogni iniziativa o atto aziendale che egli compie nel territorio nel quale opera viene vergognosamente intralciata e contrastata da soggetti ben individuati, che si spingono addirittura a compiere vere e proprie azioni delinquenziali, che vanno dai furti, ai danneggiamenti, dagli incendi ad atti di vera e propria vessazione.

Provocazioni e intimidazioni diventate ormai intollerabili, come il ritrovare strade e percorsi recintati e chiusi nel breve lasso di tempo di una pausa pranzo.

Oltre a quanto di brutto avvenuto ai suoi danni, neanche dopo essere ricorso alla magistratura, G.D. ha visto recedere dai bellicosi propositi coloro che evidentemente non gradiscono la sua presenza e le sue attività sul territorio.

Venerdì scorso si è tenuto l'ultimo grave episodio d'intolleranza perpetrato ai suoi danni: chiamato da alcuni suoi collaboratori per verificare quello che già appariva come un chiaro danno, l'imprenditore si recava in contrada San Miele di Luzzi per verificare come mai dai rubinetti della sua azienda non fuoriusciva più l'acqua che proviene da una sorgente che, peraltro, alimenta diverse utenze.

Giunto sul luogo dove era posta la centralina di distribuzione, G.D. si rendeva conto che non solo i rubinetti erano stati chiusi, ma che persino le manopole che ne regolano l'apertura erano state sottratte.

A quel punto, l'imprenditore si recava a chiedere spiegazioni ad alcuni suoi congiunti presenti sul posto, unici soggetti che potevano accedere al locale.

Proprio questi, rivendicando l'esclusiva proprietà dell'acqua, ammettevano di averla chiusa e di aver sottratto le manopole e di non aver alcuna intenzione di recedere dal loro intento.

A quel punto, l'imprenditore chiamava i Carabinieri della locale stazione e mentre cercava di spiegare ai soggetti che il loro atto era illegale quanto irragionevole, veniva aggredito dai due congiunti.

Solo l'arrivo delle Forze dell'Ordine ha evitato altre conseguenze più serie al malcapitato. Ai Carabinieri non è rimasto che verbalizzare quanto avvenuto e identificare i due aggressori, mentre G.D. si recava al Pronto Soccorso più vicino per ricevere le medicazioni del caso, avendo riportato contusioni guaribili fortunatamente in pochi giorni.