Cosenza
 

Cgil e Anpi chiedono incontro al Prefetto di Cosenza: “Profondo dissenso per intitolazione via del centro a un fascista”

La Cgil di Cosenza e l'A.N.P.I. Provincia di Cosenza "Paolo Cappello", ad un anno dal referendum costituzionale "il cui risultato ha reso ancora una volta evidente come la grande maggioranza degli italiani sia pronta ancora oggi - dopo settant'anni dall'approvazione della Costituzione Repubblicana nata dalla Resistenza - a difenderne i principi fondanti, a partire da quello antifascista" chiedono al Prefetto di Cosenza "un incontro urgente per poterLe rappresentare il profondo rammarico e l'assoluto dissenso in relazione alla scelta operata dalla Giunta Comunale di Cosenza, con la deliberazione n. 166 del

24 novembre 2017, di intitolare una via del centro cittadino ad un fascista che si distinse per essere stato uno dei primi firmatari nel 1938 del "Manifesto della razza"; che dal 1938 al 1942 collaborò alla rivista "La difesa della razza" come segretario di redazione; che dopo l'8 settembre scelse di aderire alla repubblica sociale italiana; che fu capo di gabinetto del ministero della cultura popolare e tenente della brigata nera; che nel 1944 firmò un comunicato in cui si decretava "la pena della fucilazione per tutti i partigiani che non avessero deposto le armi e non si fossero prontamente arresi"; che nel 1946 partecipò alla fondazione dei fasci di azione rivoluzionaria; che nel 1958 fu accusato di vilipendio degli Organi costituzionale dello Stato e nel 1971 di "pubblica istigazione ad attentato contro la Costituzione" ed insurrezione armata contro i poteri dello Stato; che nel 1986 fu processato, condannato ed infine amnistiato per favoreggiamento di terroristi neofascisti e che si felicitò con Augusto Pinochet dopo il golpe che portò alla tragica morte del Presidente Allende ed alla istaurazione in Cile di una feroce dittatura.

Si tratta, a nostro avviso, di una operazione politica miope, estranea alla storia ed alla tradizione democratica di questa città, che rischia di rappresentare un concreto pericolo poiché può apparire volta a legittimare posizioni xenofobe e razziste che, purtroppo, stanno pericolosamente prendendo piede nell'intero Paese ed in questo stesso territorio". Lo scrivono il segretario generale della Cgil Umberto Calabrone e il presidente provinciale Anpi Maria Pina Iannuzzi.