Cosenza
 

Rende (Cs), Ap: “Perché Manna non vuole l'ospedale qui?”

«Con Marcello Manna le bugie non hanno solo le gambe corte ma sono ostinate. Recidive. Dal vernacolo cosentino sappiamo cosa viene a galla quando la "neve" si scioglie ma nessuno può immaginare cosa sta venendo in superficie a Rende. La "neve" è l'alibi che offriva Ap, ex forza di maggioranza legittimata dal voto popolare dei cittadini. Con la scelta di uscire dal governo della città, divenuta necessaria quando Manna ha cominciato a guardare ai transfughi e ai voltagabbana tradendo il voto popolare a vantaggio della nuova giunta "familiare", prestandosi al ricatto continuo del "tredicesimo" voto, gli alibi e le scuse sono finite, e le chiacchiere stanno a zero. E anche sulla sanità sta accadendo né più e né meno quanto purtroppo noi avevamo facilmente previsto». Così in una nota il gruppo consiliare e il coordinamento cittadino di Ap che puntano l'indice sulla linea ondivaga e ambigua che a proposito di sanità sta seguendo il sindaco Manna.

«Forze oscure e interessate, evidentemente estranee al consiglio, stanno dettando la linea a Rende e Manna ha fatto poco o nulla per impedire questo. Più di un mese fa, esattamente il 4 novembre, avevamo chiesto al presidente del Consiglio di consegnare alle commissioni tutta la documentazione sulla sanità così da calendarizzare un consiglio straordinario interamente dedicato appunto alla sanità pubblica e privata a Rende. Una sorta di messa a punto generale sullo stato dell'arte. Volevamo sapere e nella sede giusta quale è l'orientamento politico dell'amministrazione a proposito del nuovo Annunziata, hub che riguarda anche Rende. Il sindaco e la giunta sono sulle posizioni del governatore Oliverio per l'ubicazione a Vaglio Lise? Sono invece sulla linea del sindaco di Cosenza, che come è noto con Forza Italia governa anche Rende insieme a Manna, che lo preferirebbe laddove insiste ora? Ne ha una sua di proposta, Manna, visto che anche sulla metroleggera ogni giorno ha cambiato idea essendo prima contro e a favore della circolare veloce (con Occhiuto) salvo poi, improvvisamente, svoltare sulle rotaie di Gentile, Principe e Oliverio? Non sono argomenti da poco e volevamo trattarli in consiglio. Ma non ci è stato permesso. Così come volevano conoscere in aula lo stato dell'arte per quanto riguarda il progetto degli Ospedali Riuniti accreditati che un noto gruppo imprenditoriale vuole costruire nella nostra città. Un investimento importante, ricco di elementi positivi per il territorio non solo perché su Rende non insiste neanche una clinica sanitaria ma anche per la ricaduta in termini occupazionali. Un'occasione unica per Rende che però questa amministrazione sta deprimendo, scoraggiando, svilendo. E chissà per quali interessi, forse gli stessi che alimentano quelle forze oscure che muovono le pedine dietro le quinte. La pantomima della commissione edilizia che getta sempre la palla in calcio d'angolo non fa sorridere nessuno. Manna prima scaricava su Ap la mancanza di confronto e di discussione sulla sanità a Rende e chiaramente questo non è vero. E ora che Ap è andata via dalla maggioranza quale altre scuse inventerà pur di perdere tempo? E perché giocare su temi così importanti per Rende, fingendo di voler affrontare i problemi, ma in realtà volendo solo prendere tempo e prendere in giro i protagonisti? Quali interessi si nascondono? Perché Manna ci impedisce di parlare di sanità? Gli alibi di Ap sono terminati, Manna è "nudo" con se stesso ed è tempo di dire la verità. Di questo volevamo e vorremmo discutere in un consiglio - conclude Ap - che invece da più di un mese il Presidente del Consiglio non ha mai calendarizzato, così come altre emergenze quali la carenza idrica, il settore del commercio in crisi e la raccolta differenziata. Certamente non può essere definito super partes. E temiamo di aver capito perché. Ma se loro vogliono noi siamo pronti a discutere e a non perdere questa occasione imperdibile per tutta l'area urbana». La nota del Gruppo consiliare di Ap di Rende. Coordinamento cittadino di Rende di Ap.