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Jean Jacques Annaud chiude la sesta edizione del "Lamezia International Film Fest"

La quinta giornata del Lamezia International Film Fest diretto da Gianlorenzo Franzì, che si è concluso sabato sera, ha avuto la presenza del grande regista e sceneggiatore francese Jean Jacques Annaud che ha ricevuto il Premio Carl Theodore Dreyer per il film L'Ultimo Lupo che racconta la storia di una maliziosa quindicenne francese che, negli anni '30, diventa l'amante di un aristocratico trentenne cinese, andando contro tutte le convenzioni della società. "L'ultimo lupo ha avuto un enorme successo in Cina – ha spiegato Annaud - alla prima presentazione erano presenti ben 21 milioni di spettatori. Abbiamo ricevuto tutti i premi possibili ed immaginabili. Quando chiesi di girare questo film ebbi la più totale libertà a livello artistico, cosa che non ho mai avuto in altri Paesi". Sulla Cina, il regista ha raccontato quanto sia affascinato da questo luogo. "La Cina e l'estremo oriente mi hanno sempre colpito, ho iniziato ad affezionarmi seriamente mentre giravo "L'Amante". Per questo film ho passato più di un anno in Vietnam ed è stata una magnifica esperienza".

Jean Jacques Annaud ha, inoltre, raccontato il suo grande amore per il cinema. "Fin da quando ho iniziato a studiare cinema ho sempre pensato che il cinema francese fosse troppo ristretto al pubblico di Parigi. È stato allora che ho deciso di andare a lavorare in giro per il mondo tra la Germania, l'Inghilterra, l'Italia. Questo ha potuto ampliare il mio gusto cinematografico rendendolo più particolare. Grazie a questa scelta ho potuto abbandonare Parigi per diverso tempo e conoscere altre culture". Annaud ha concluso l'incontro raccontando il suo amore per l'Italia. "Quando ho girato "Il nome della rosa" ho vissuto tre anni in Italia e si è confermato il mio grande amore per questo splendido Paese".

A consegnare il Premio al regista è stato il Vescovo della città che si è mostrato particolarmente entusiasta per l'iniziativa: "Dobbiamo fare in modo di promuovere a tutti i livelli la cultura e quando si fa cultura abbiamo l'obbligo di trasmettere alle nuove generazioni qualcosa di alto, di nobile. La bellezza salverà il mondo, abbiamo bisogno di bellezza, e le opere di Jean Jacques Annaud sono un grande esempio di bellezza".

A fargli eco anche Salvatore Bullotta, Responsabile amministrativo dell'Assessorato alla Cultura della Regione Calabria, che nel ribadire l'impegno della Regione nel sostegno del LIFF (vincitore di fondi PAC all'interno del triennio 2017-2020 inserito nel progetto "Vacantiandu"), ha dichiarato: "Sono molto sorpreso, penso che siamo tra alcuni pochi fortunatissimi calabresi che hanno la possibilità di accostarsi a dei veri e propri maestri del cinema. Fate a Lamezia qualcosa di straordinario che è destinato a crescere. Qui forse non abbiamo numeri colossali rispetto ad altre manifestazioni di settore ma la qualità è incredibilmente superiore. Non solo da funzionario pubblico ma da calabrese voglio dirvi grazie perché qualificate incredibilmente la proposta culturale della nostra regione".