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Festival dell’Aurora, due giorni dedicati ai cortometraggi scritti e diretti da giovani registi calabresi

Nell'ambito del Festival dell'Aurora organizzato da Fondazione Odyssea e Fabbrica delle Arti, sotto la direzione artistica di Franco Eco, due giorni dedicati alla proiezione di cortometraggi scritti e diretti da giovani registi calabresi, che hanno già ricevuto elogi dalla critica e ricevuto importanti premi nazionali. In particolare Bismillah di Alessandro Grande, cortometraggio vincitore del premio David di Donatello 2018 e Alèteia di Enrico La Pera, ambientato a Stongoli.

Il programma che si svolgerà presso La Sala Raimondi.

- Lunedi 26 Marzo ore 18.30 Proiezione del cortometraggio "Bismillah" con la presenza dell'autore

- Martedi 27 marzo ore 11. Proiezione cortometraggi "Bismillah" e "Alèteia" con la presenza degli autori (Dedicata alle scuole)

- Martedi 27 marzo ore 18.30 Proiezione cortometraggi "Alèteia" alla presenza dell'autore

"Bismillah" è una produzione nata a Catanzaro e che vede coinvolto lo stesso regista insieme alla Indaco Film di Luca Marino, con il supporto della Fondazione Calabria Film Commissione del Comune di Catanzaro. Dopo il suo corto d'esordio "Margerita" (2013, 78 premi in tutto il mondo e candidato ai Nastri d'Argento) Alessandro Grande affronta il dramma dell'emigrazione attraverso lo sguardo della piccola Samira, una tunisina di 10 anni che vive illegalmente in Italia con suo padre e suo fratello e che si troverà ad affrontare, da sola, un problema più grande di lei. Il racconto prende spunto dai fatti avvenuti nel 2011, anno in cui a causa della primavera araba, l'Italia ha registrato il maggior numero di immigrati tunisini nella sua storia, circa 23 mila. Di questi, più di 12 mila sono stati considerati fantasmi nel nostro Paese, vivendo come clandestini.

"Bismillah è una storia di amore e fratellanza – spiega Alessandro Grande – che ho cercato di raccontare attraverso la ricerca dei piccoli gesti quotidiani fondamentali per riuscire a convivere con il ricordo della sofferenza e tenere viva la fiamma della speranza".