Catanzaro
 

Il Quirinale premia gli studenti dell'Istituto "Sabatini" di Borgia (Cz) per una riflessione sulle Foibe. Soddisfatta il sindaco Sacco

«L'Istituto comprensivo "Sabatini" di Borgia si conferma un'eccellenza nel panorama della scuola regionale e meridionale». Con queste parole il sindaco Elisabeth Sacco esprime il plauso dell'amministrazione comunale borgese per il prestigioso e straordinario riconoscimento ottenuto dagli alunni delle terze classi dell'Ic "Sabatini", che sono stati premiati al Quirinale per aver vinto il Concorso sulla riflessione delle Foibe.

«Questo riconoscimento è per noi motivo di grande orgoglio. I nostri studenti – ha detto ancora il sindaco Sacco – hanno dimostrato grande passione e spiccato senso civico, esprimendo quei valori di giustizia e di libertà che sono patrimonio comune e sono anche alla base della nostra azione quotidiana». Le premiazioni del Concorso sono state effettuate nell'ambito delle celebrazioni del "Giorno del Ricordo" dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella e dal ministro dell'Istruzione Marco Bussetti, alla presenza anche del presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi. Per l'istituto "Sabatini", guidato dalla dirigente scolastica Marialuisa Lagani, si è trattato di un grande risultato, ottenuto anche grazie al lavoro dei docenti Vincenzina Torcasio e Maria D'Urzo, che hanno organizzato il lavoro degli studenti di Borgia, rappresentato dalla realizzazione di un'intervista a un'esule istriana. I ragazzi hanno sviluppato la loro riflessione sul dramma delle Foibe attraverso la traccia "Tradizioni popolari italiane, storia e ambiente a Fiume e nell'Adriatico Orientale". «Ci siamo dedicati – hanno raccontato gli studenti – a un'intervista "impossibile", idea nata dal laboratorio di giornalismo che svolgiamo e motivata dalla distanza geografica che ci avrebbe impedito di incontrare un reale protagonista di quella vicenda - a una donna fiumana, che abbiamo chiamato, con un nome di fantasia, la signora Dobovich, costretta ad abbandonare la sua città per la guerra e poi ritornata a Fiume dove vive tuttora, restando sempre impegnata nella conservazione della memoria storica della comunità italiana a Fiume. L'intervista è articolata in alcune domande sulle origini di Fiume, sul caso dannunziano, sui ricordi e sulle tradizioni popolari. La natura del nostro lavoro – hanno proseguito gli studenti – ci ha permesso di immedesimarci nella protagonista e provare i sentimenti, le emozioni e la malinconia che suscitano i ricorsi della propria adolescenza, soprattutto quando si è costretti ad abbandonare la propria terra». Con il loro lavoro, inoltre, gli studenti del "Sabatini" hanno inteso evidenziare che "tutto ciò che oggi noi siamo ha le sue radici nel passato, e dimenticare queste radici è come vivere senza riferimenti. Per troppo tempo gli eccidi delle foibe e la vicenda degli esuli istriani sono stati dimenticati. E' un dovere civile e morale conservare quegli avvenimenti nella memoria collettiva, in nome della verità storica e della giustizia per il nostro Paese". A spiegare l'opera nella cerimonia di premiazione al Quirinale è stata la studentessa Elisa Vivino, mentre il premio per il "Sabatini" è stato ritirato dalla professoressa Torcasio e dalle studentesse Rachele Pignataro e Chiara Passafaro.