Catanzaro
 

Bausone (Pd): “Abramo in Europa? Ritiri la candidatura alla Provincia”

"La notizia circolata ieri sui giornali all'esito della riunione dei plenipotenziari di Forza Italia che dà il Sindaco Abramo candidato a maggio alle elezioni europee lascia perplessi e preoccupati.

Non per la scelta in sé, anche strategica, di un gruppo dirigente, ci mancherebbe, ma per ciò che tale scelta comporta.

Va premesso che la legge è chiara; lungi da me fare lezioncine, ma l'articolo 6 della legge 18/1978 è, per l'appunto, inequivoco: la carica di Parlamentare Europeo è incompatibile con la carica di Sindaco di comune con popolazione superiore a 15.000 abitanti (comma b-quater) e di Presidente della Provincia (comma b-ter).

Abramo si candida, quindi, a presiedere la Provincia nella consapevolezza di doverla lasciare dopo soli 7 mesi in caso di elezione in Europa e altrettanto consapevole di lasciare la città di Catanzaro, a seguito di sue dimissioni, al commissariamento con l'azzeramento del consiglio comunale (emblema di rinnovamento, secondo quanto decantato l'anno scorso) oppure, in caso di decadenza da mancate dimissioni, allo scioglimento del consiglio stesso e immediate nuove elezioni, comunali e provinciali.

Insomma, un caos politico preannunciato che fa pensare che la futura Presidenza della Provincia per il Sindaco non costituisca null'altro che l'ennesima occupazione di una postazione di controllo e di potere per prendere il volo altrove, magari per Bruxelles.

E, in attesa di raggiungere le sue bramosie elettorali personali, lascia il Comune capoluogo nell'incuria politica. Già, perché il consigliere comunale Pisano, giusto un mese fa, tuonava sulla stampa dicendo "l'immagine che stiamo offrendo ai cittadini è vergognosa. Se dovessi fare un bilancio del primo anno di consiliatura in una parola direi: insolvente. Una maggioranza che non ha una guida, sempre in perenne disaccordo, scollegata tra le diverse componenti dell'esecutivo e del consiglio, in continuo ostaggio elettorale" e i consiglieri Merante e Triffiletti lamentavano il mancato riunirsi del consiglio comunale e l'impedimento a "rappresentanti dei cittadini democraticamente eletti di svolgere le loro funzioni".

Un modello, l'Abramo-Quater, che si propone di voler esportare in Provincia, per soli 7 mesi con una sequenza di gesta politiche all'insegna dell'irresponsabilità. Forse sarebbe meglio che ritiri la candidatura, se ci tiene davvero alla città.

Come cambia il tempo. I più non se lo ricorderanno, ma la memoria storica è importante: il 24 gennaio 2014 Sergio Abramo twittava "ringrazio chi mi vorrebbe in Europa ma io #restoafareilsindaco. Gli impegni con gli elettori si rispettano".

A distanza di 4 anni e mezzo, invece, il nuovo hashtag è #AbramoExit". Lo afferma in una nota Alessia Bausone del Partito Democratico.