Catanzaro
 

Scuola, il consigliere Pedà: “Si acceleri l’iter necessario ad accogliere la proposta di modifica del Piano di dimensionamento”

"Nell'approssimarsi dell'avvio del nuovo anno scolastico 2018-2019, sono intervenuto, insieme al collega e capogruppo PD, Sebi Romeo per sollecitare il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio affinché si acceleri l'iter necessario ad accogliere la proposta di modifica del Piano di dimensionamento della rete scolastica reggina, secondo le indicazioni recate nella delibera del Consiglio metropolitano di Reggio Calabria dello scorso 25 maggio 2018".
È quanto rende noto il consigliere regionale della Casa delle Libertà, Giuseppe Pedà che aggiunge: "Dimostrando grande sensibilità nei confronti della tematica, sia il Presidente della Giunta che l'assessore regionale alle Attività Culturali, Maria Francesca Corigliano, hanno subito interessato gli uffici preposti per definire la situazione e poter giungere nel breve periodo ad un esito positivo".
"Come è noto, la Regione Calabria, nell'ottica di garantire agli utenti una più agevole fruizione del servizio di istruzione, in attuazione delle norme in materia di 'dimensionamento scolastico' provvede annualmente - in relazione a situazioni territoriali o ambientali - all'attribuzione alle istituzioni scolastiche, della personalità giuridica e dell'autonomia. Con deliberazione n.15 del 29 gennaio 2018, la Giunta regionale ha quindi approvato il Piano della rete scolastica e della programmazione dell'offerta formativa per l'anno scolastico 2018/2019; il Consiglio metropolitano di Reggio Calabria con propria deliberazione, adottata lo scorso 25 maggio, ha previsto una parziale rettifica della del. cm rcnn. 56/2017 e 63/2017 - dimensionamento scolastico, per la riattivazione dei codici meccanografici che erano stati cancellati - relativi agli Istituti scolastici di Rizziconi, Ferruzzano, Campo Calabro, Canolo e Gioia Tauro".

"In tale direzione - sottolinea l'esponente politico - si ritiene necessario rivalutare le scelte effettuate dalla Giunta regionale con deliberazione n. 15, in un'ottica garantista che tuteli il diritto all'istruzione nella sua ampia accezione. Questo vale per città ad alta densità abitativa, come ad esempio Gioia Tauro - dichiara il consigliere Giuseppe Pedà - ma riguarda altresì e con stessa rilevanza, centri di dimensione più ridotta. Le nostre istanze non afferiscono ad un nuovo piano di dimensionamento - che peraltro risulta già regolarmente creato con i criteri e i presupposti di legge - ma ad una parziale rettifica per far fronte a situazioni che, ai tempi del dimensionamento, non erano conosciute o che sono sopravvenute. Si richiede, infatti - evidenzia Pedà - l'adozione di celeri provvedimenti che rispondano al mantenimento o alla riapertura dei plessi scolastici in quartieri disagiati, poiché il degrado si combatte partendo dalla scuola e dall'inclusione sociale e culturale. Ribadisco la mia convinzione: la tutela dei principi di giustizia sociale e di eguaglianza sostanziale deve avere il sopravvento rispetto a scelte legate ad una rigida e sterile applicazione della norma, totalmente scevra dal considerare la realtà del tessuto sociale e le esigenze fondamentali delle singole realtà. La legge va applicata ai territori! Per questo motivo deve tener conto delle esigenze primarie degli stessi. Tale atteggiamento assume un'importanza strategica quando si ragiona di diritto all'istruzione e di mantenimento in vita di strutture che - diciamolo, nelle nostre realtà è quasi sempre così - costituiscono l'unica strada per sfuggire all'emarginazione sociale. La Calabria, purtroppo, ancora oggi - aggiunge - vive una condizione di grande sofferenza in termini di centri di aggregazione per i ragazzi, di luoghi nei quali trovare un punto di incontro costruttivo e di svago. In tal senso, le modifiche al Piano di riorganizzazione scolastica hanno lo scopo di armonizzare le esigenze didattiche educative e di formazione specifica con le necessità di sviluppo sociale territoriale, favorendo la stabilità delle istituzioni scolastiche nel tempo e la loro capacità di rapportarsi in modo sempre più diretto e partecipato con il territorio di riferimento. Ciò - ha concluso - perché i singoli istituti hanno una specifica 'valenza' educativa se consideriamo la storia didattica e umana che opera dentro le loro mura: una storia fatta di percorsi, realizzati o da realizzare, di modelli educativi, di legame alle tradizioni di un quartiere e di tanto altro".