Catanzaro
 

Tratta degli esseri umani: la Regione Calabria alla conferenza di Venezia

convegno antitratta Venezia2C'era anche la Regione Calabria alla conferenza internazionale "La tratta di persone nella prospettiva dei diritti umani. Esperienze territoriali in un quadro di multi-levelgovernance", svoltosi il 12 e 13 aprile scorso a Venezia. Un evento internazionaleche ha visto, nella splendida cornice di Palazzo Franchetti, il confronto aperto tra agenzie, Forze dell'ordine, magistratura, ispettori del lavoro, privato sociale ed enti pubblici, su un fenomeno tristemente attuale, quello della tratta degli esseri umani.

La Calabria, una delle otto Regioni titolari di progetto contro la tratta finanziati dal Dipartimento Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri, è stata chiamata a rappresentare la voce delle istituzioni pubbliche impegnate sul tema e l'esperienza del progetto IN.C.I.P.I.T., (INiziativa Calabra per l'Identificazione, Protezione ed Inclusione sociale delle vittime di Tratta), nato nel 2015 dall'unione delle esperienze degli enti privati che in Calabria lavorano nel campo sotto la titolarità dell'Amministrazione regionale.

"Con il 2018 si conclude il periodo di attuazione del primo Piano Nazionale di Azione contro la tratta e il grave sfruttamento (2016 -2018), nell'ambito del quale il nostro Paese ha messo a sistema Progetti specialistici in ogni territorio regionale, finanziando 21 progetti di tutela delle vittime di tratta. Le esperienze operative maturate in questi anni nei diversi territori – si è detto nel corso del Convegno - sono state numerose e plurali e hanno portato a risultati significativi, dando vita a quelle relazioni complesse ed interconnesse che hanno interessato le istituzioni come il privato-sociale e che si sono coagulate attorno alla costruzione del lavoro di rete multi-agenzia".

L'esperienza maturata e portata avanti dalla Regione Calabria ha suscitato l'interesse della platea per la sperimentazione di importanti procedure per il contrasto allo sfruttamento lavorativo e nel campo del sistema di accoglienza di richiedenti asilo e rifugiati, oggi diventato uno dei canali di ingresso delle vittime di tratta.