Catanzaro
 

L'AMI Calabria promuove i diritti delle persone con disabilità

La Sezione Distrettuale di Catanzaro-Cosenza dell'associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani ha organizzato un evento sul tema della "Protezione e promozione dei diritti e della dignità delle persone con disabilità: aspetti giuridici, psico-sociali, fiscali e medico-legali".

Si tratta di un convegno multidisciplinare a cui prenderanno parte operatori del diritto, rappresentanti del mondo associativo, genitori di bambini portatori di handicap, professionisti del settore psicoterapeutico, sociologico, neuropsichiatrico infantile, medico-legale e fiscale.

L'evento, previsto per le ore 16.00 di venerdì 21 marzo 2018, è patrocinato dall'Ordine degli Avvocati di Cosenza e dall'associazione "Calcia l'Autismo" e si presso la Biblioteca Arnoni del Tribunale di Cosenza.

Interverranno: Vittorio Gallucci, presidente dell'Ordine degli Avvocati di Cosenza; Margherita Corriere, presidente AMI della Sezione Distrettuale di Catanzaro; Angela Costabile, docente dell'Università della Calabria; Erminia Mannarino, neuropsichiatra infantile; Sergio Funicello, medico legale; Michele Triveri, commercialista; Debora Cilio, portavoce delle "Mamme di Gaia"; Mafalda Manuela Carino, socia AMI Calabria; Luigi Lupo, presidente dell'associazione "Calcia l'autismo".

In occasione dell'evento formativo, moderato dal giornalista Valerio Caparelli, verrà nominato socio onorario dell'AMI Calabria il Maestro Giuseppe Cito per la sua attività profusa nell'interesse e in difesa delle fasce deboli.

La partecipazione all'evento formativo è gratuita e dà diritto a n. 3 crediti formativi per gli avvocati.

"Scopo dell'evento è la promozione dei diritti delle persone disabili - dichiara Margherita Corriere - in quanto non possiamo ricordarci dei loro diritti solo il 3 dicembre, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, per poi far cadere tutto nell'oblio. I diritti devono essere garantiti ogni giorno e pertanto serve quotidianamente la nostra attenzione per farli rispettare".

Nel suo preambolo, la Convenzione sui Diritti delle Persone con Disabilità afferma l'universalità, l'indivisibilità, l'interdipendenza e interrelazione di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali e la necessità da parte delle persone con disabilità di essere garantite nel loro pieno godimento senza discriminazioni.

Scopo della Convenzione - si legge all'art. 1 - è promuovere, proteggere e assicurare il pieno ed eguale godimento di tutti i diritti umani e di tutte le libertà fondamentali da parte delle persone con disabilità, e promuovere il rispetto per la loro inerente dignità.

"Questi sono principi importanti - prosegue la presidente di AMI Calabria - che rischiano di essere svuotati di significato se a prevalere è un atavico disinteresse verso i disabili e, soprattutto, se non viene rispettato il loro diritto alla salute, il diritto allo studio, il diritto ad un'autentica riabilitazione, il diritto al lavoro e a una vita dignitosa".

Il grado di civiltà di una società si riconosce da come riesce a tutelare i diritti dei più deboli.

Di certo la nostra società deve fare ancora dei notevoli passi in avanti: perché sino a quando per tutelare la salute di un minore disabile e la sua riabilitazione si devono intraprendere battaglie giudiziarie per poter garantire il diritto alla salute, peraltro un diritto di rango costituzionale, e finché dovranno adirsi i tribunali per salvaguardare il diritto allo studio di uno studente portatore di handicap grave o, ancora, sino a che i disabili saranno discriminati e bisognerà procedere con ricorsi antidiscriminazione per rimuovere quegli ostacoli che impediscono di usufruire in via paritaria di loro sacrosanti diritti, allora tantissimo ancora si dovrà realizzare per costruire una collettività più attenta ai bisogni e ai diritti delle fasce deboli.

"Il nostro appello - conclude nella nota la presidente Margherita Corriere - è sempre lo stesso: i diritti non hanno handicap, ma devono essere garantiti a tutti e a maggior ragione alle fasce deboli della nostra collettività".