Catanzaro
 

“A scuola di OpenCoesione” , la Regione apre le porte della Cittadella agli studenti di Scalea e Praia a Mare

La Regione Calabria ha ospitato oggi in Cittadella, nell'ambito della attività di "A scuola di OpenCoesione" (ASOC), gli studenti del liceo scientifico Metastasio di Scalea e del liceo classico di Praia a Mare, accompagnati dai rispettivi docenti, per sostenerli in attività formative e di crescita culturale.
L'amministrazione apre, dunque, dopo gli incontri del 7 e 8 marzo, le sue porte puntando sulla capacità dei giovani partecipanti al progetto ASOC, continuando la costruzione del percorso di affiancamento alle scuole, di cui è protagonista anche l'Ufficio Scolastico regionale la cui collaborazione con la Regione è stata formalizzata e valorizzata attraverso il protocollo di intesa sottoscritto dal Presidente Oliverio e dall'USR a gennaio.
All'incontro con le scuole – promosso dal Dipartimento Programmazione – sono intervenuti Paola Rizzo, Autorità di Gestione del POR e dirigente generale del Dipartimento Programmazione Nazionale e Comunitaria; Tommaso Calabrò, dirigente settore Programmazione; Anna Perani, dirigente settore Istruzione; Ivonne Spadafora, responsabile comunicazione del POR; Francesca Palumbo, dirigente della segreteria di Giunta e responsabile regionale della Prevenzione della Corruzione e della Trasparenza; Stefania Buonaiuto, dirigente settore Bilancio e Programmazione Economica e Finanziaria e coordinatrice del gruppo di lavoro per la stesura del Bilancio sociale.
I ragazzi giunti a Catanzaro per l'appuntamento sono stati accolti dai dirigenti regionali e hanno partecipato, in sale diverse, a tre momenti di approfondimento dedicati rispettivamente al bilancio sociale, alla normativa anticorruzione e alla piattaforma LogiCal.
Nella sala turchese della Cittadella regionale si è svolto l'incontro con la responsabile anticorruzione Francesca Palumbo che ha tenuto un focus sull'evoluzione normativa del principio di trasparenza, inteso come accessibilità totale alle informazioni che riguardano l'organizzazione e l'attività delle pubbliche amministrazioni. Questo principio, ha spiegato Palumbo ai giovani studenti, è stato sancito con l'obiettivo di favorire il controllo diffuso da parte dei cittadini sull'operato delle istituzioni e sull'utilizzo delle risorse pubbliche. La lezione ai ragazzi si è poi spostata sulla normativa riguardante l'accesso agli atti detenuti dalle pubbliche amministrazioni, sull'approfondimento del Piano triennale di prevenzione della corruzione 2018-2020 e sulla Bussola della Trasparenza (che aiuta ad analizzare e monitorare le informazioni inserite dalle varie amministrazioni).

La sala oro della Cittadella invece ha ospitato il focus sulla redazione del Bilancio sociale, tenuto da Stefania Buonaiuto e Damiana Benavoli. La rendicontazione sociale rappresenta una delle principali frontiere di innovazione della comunicazione pubblica. Il bilancio sociale, nelle sue varie accezioni, costituisce per le amministrazioni pubbliche un potente strumento di comunicazione con i propri stakeholder favorendo da un lato la trasparenza dell'agire amministrativo e sollecitando, dall'altro, la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.
Nella sala verde si è tenuto un seminario con gli statistici Aldo Mercadante e Luciano Parrilla dedicato alla navigazione guidata di LogiCal, piattaforma digitale per l'esplorazione grafica dei risultati del POR. Con grafici e rappresentazioni cartografiche, gli esperti hanno illustrato ai ragazzi i risultati attesi dal POR 2014-2020 in termini di miglioramento della qualità della vita delle persone e di ampliamento di opportunità per le imprese, i giovani e i disoccupati.
A conclusione degli incontri formativi gli studenti dei licei, riuniti in plenaria, hanno rivolto alcune domande ai dirigenti, si sono soffermati sulle lezioni tenute oggi in Cittadella ed hanno visionato, guidati da Spadafora, i canali social (Facebook, Twitter, Instagram) del POR, strumenti che un recente studio realizzato dall'Università Bologna e di Vienna definisce "un caso molto interessante e possibile buona pratica". Secondo lo studio, infatti, è fondamentale per gli enti locali seguire l'esempio calabrese ed avere canali dedicati espressamente ai fondi Ue per meglio comunicarne opportunità e risultati.