Catanzaro
 

Catanzaro, Consiglio Comunale: Polimeni in apertura ricorda Aldo Moro

In apertura dei lavori del Consiglio comunale, attualmente in corso nel Palazzo della Provincia, il presidente dell'assise, Marco Polimeni, ha voluto ricordare Aldo Moro, del quale nello scorso fine settimana sono stati celebrati i 40 anni dal rapimento per mano delle Brigate rosse.

"Ecco chi era per me il presidente Aldo Moro, che voglio ricordare così a poco più di 40 anni dal suo tragico e cruento rapimento in via Fani. Un uomo estremamente intelligente e colto; aperto al dialogo e al confronto con tutti; mite; dai toni composti e misurati, ma tutt'altro che irresoluto".

"Ecco chi è stato Aldo Moro, passato dalla Fuci all'impegno nell'Esercito prima e nell'Aeronautica poi - durante la Seconda guerra mondiale - per tornare nuovamente nella sua adorata università appena 30enne stavolta nelle vesti di professore e non più di brillante studente. Ma l'amore grande del presidente, oltreché in primis per la sua famiglia, è sempre stato per la politica in cui animato da un'incrollabile Fede in Dio ha iniziato la scalata a partire dalla Costituente. Da allora, ai prodromi della Repubblica e di una fragile democrazia, ha guidato l'Italia - cercando di proteggerla da ogni possibile attacco, interno ed esterno - insieme ad altri maggiorenti del potentissimo partito-Stato in cui militava, la Dc. Uomo del sud - nato a Maglie e cresciuto a Galatina, nelle Puglie, ma con tanto sangue calabrese nelle vene, essendo figlio di una maestra elementare di Cosenza, Fida Stinchi - portò la sua meridionalità sempre nel cuore, manifestandola nei modi di fare gentili e calorosi. Trascorse però un'intera vita nella Capitale e in giro per il mondo, visitato nei frequenti viaggi istituzionali, venendo barbaramente assassinato da un'organizzazione, le Br, che propugnava il sovvertimento dell'ordinamento costituzionale attraverso la violenza e la sopraffazione. Accadde esattamente 40 anni fa, quando l'on. Moro venne rapito in via Mario Fani mentre i cinque uomini della scorta non riuscirono a proteggerlo venendo trucidati prima di poter abbozzare qualsiasi tentativo di difesa. Fu un'azione militare, lucidamente e meticolosamente pianificata, che privò il Paese di una mente raffinata, capace di vedere assai oltre il suo tempo. Convinto europeista, contribuì a rendere l'Italietta dell'era immediatamente post-degasperiana una potenza industriale avanzata. Grazie a lui e ai governi che guidò, il Paese guardò ben al di là dei suoi confini e seppe integrarsi nei nuovi sistemi transnazionali e transcontinentali. Stimato da tutti in ogni angolo del mondo, malgrado il periodo dominato dai blocchi contrapposti Usa-Urss obbligasse a fare scelte nette, fu apprezzato anche da quegli americani che tuttavia dopo il compromesso storico del Presidente con il Pci, concepito al fine di dar corpo a un'alleanza programmatica ante litteram - arrivarono addirittura al punto di minacciarlo apertamente. Se ne incaricò il plenipotenziario segretario di Stato Henry Kissinger in persona, ma senza far recedere di un passo l'allora capo della diplomazia italiana. L'on. Moro voleva precorrere i tempi e, a prescindere dalla condivisione della sua strategia politica, costituiva una risorsa di cui il Paese è stato privato troppo presto. L'idea del presidente - peraltro dichiaratamente autore di un Lodo segreto per tenere l'Italia al riparo dal terrorismo mediorientale, a patto di far transitare liberamente gli esponenti dei vari movimenti combattenti nel territorio nazionale - era di condividere il potere per consentire allo scudocrociato di non essere minato dalle spinte innovative e dai cambiamenti sociali in atto in Italia da fine anni Sessanta in poi. Senza dimenticare la paura per un possibile golpe, tra l'altro sventato dal parlamentare di lungo corso insieme al leader socialdemocratico Giuseppe Saragat, mentre il presidente della Repubblica, Antonio Segni, vacillava, non opponendosi, di fronte alla possibilità di realizzazione del Piano Solo, architettato dal comandante generale dell'Arma Giovanni de Lorenzo. Ecco chi è stato Aldo Moro, figura che ha dedicato l'intera esistenza alla politica e alle sorti della nazione probabilmente fermato prima di renderla ancora più forte e competitiva. Mi piace mettere in rilievo, però, come l'estremo sacrificio compiuto decretò con ogni probabilità l'inizio della fine di una struttura sovversiva e antidemocratica quale le Brigate rosse".