Catanzaro
 

Trasferimento di sei dirigenti scolastici, il presidente della Provincia di Catanzaro scrive a Ufficio scolastico regionale, Ufficio scolastico e provinciale e Ministero

"Davanti all'inaspettato trasferimento di sei dirigenti scolastici nel bel mezzo dell'anno scolastico, con scrutini in corso, non possiamo che comprendere il disagio e il profondo senso di destabilizzazione di studenti, docenti, personale Ata e genitori, esprimendo loro vicinanza e solidarietà". E' quanto afferma il presidente della Provincia di Catanzaro, Enzo Bruno, in merito al trasferimento di sei dirigenti scolastici che ha suscitato la mobilitazione di studenti e docenti in questi giorni. Il presidente Bruno ha anche chiesto l'interessamento degli organi competenti, scrivendo una lettera all'Ufficio scolastico provinciale, all'Ufficio scolastico regionale e al MIUR.

"Il ritorno dei dirigenti scolastici nelle sedi indicate e, quindi, il rallentamento di ogni percorso didattico e organizzativo avviato, potrebbe vanificare la programmazione della rete scolastica provinciale approvata nel recente Piano di dimensionamento scolastico – afferma ancora il presidente Bruno -. Una rideterminazione impiantata tenendo conto delle esigenze degli studenti e delle loro famiglie, delle istanze dei territorio su piani didattici concordati proprio con i dirigenti scolastici trasferiti, in un continuo proficuo confronto. L'esito di questo attento e certosino lavoro, confluito anche nell'avvio di nuovi indirizzi e percorsi formativi innovativi, potrebbe essere vanificato dall'interruzione di questi rapporti che nel corso del tempo si sono consolidati e hanno prodotto la salvaguardia della continuità didattica, oltre che destabilizzare gli studenti e i loro docenti. Non possiamo, quindi, che esprimere preoccupazione per quanto accaduto – afferma il presidente Bruno - e nello stesso tempo auspicare che si trovi una giusta sintesi tra le motivazioni legittime di opportunità che hanno determinato i fatti, e il buon senso nell'interesse degli studenti e del loro diritto ad esercitare il diritto allo studio in maniera serena e proficua".