Calcio
 

Quando ci vuole, ci vuole...

denisdi Paolo Ficara - Friday I'm in love. Ed è sicuramente un venerdì particolare per la Reggina, che si allenerà sul sintetico del "Lopresti" di Palmi per preparare il debutto in campionato a Francavilla. Si preannuncia anche un campionato molto particolare. Perché particolare è il momento, questo Presidente, la nuova dimensione assunta. Era dalla tarda serata del 10 gennaio del 2013, quando Gianluca Di Marzio svelava dagli schermi di Sky il ritorno di David Di Michele, che non si respirava un simile entusiasmo per l'acquisto di un giocatore da parte della Reggina.

Considerando la categoria, probabilmente per fare raffronti in Serie C non basterebbero nemmeno gli attaccanti "in voga" acquistati da Amedeo Matacena negli anni '70. A livello di impatto.

Nel commentare l'arrivo di German Denis alla Reggina, ci può anche essere la prudenza (che spesso fa rima con diffidenza) legata alla carta d'identità. Ma in un'analisi completa, legata alla costruzione del resto della squadra, è difficile non esaltare ancor di più tale acquisto. Che non è solo un colpo ad effetto.

Purtroppo sono anni che critichiamo le scelte della Reggina sul mercato. Sottolineiamo purtroppo, dato che i risultati non ci hanno mai smentiti. Solo una volta ci siamo illusi, nell'estate del 2013, dipingendo come forte una squadra poi retrocessa dalla B alla C. Magari era forte, ma pessimamente allenata. Le ultime critiche le abbiamo riservate dopo il mercato di gennaio. Come al nostro solito, sono state sferzanti.

Oggi, con lo stesso livello di coerenza derivante dalla presunzione di esserci creati un'idea precisa sulla bontà dell'organico amaranto, oltre che di una conoscenza almeno superficiale delle potenzialità altrui, dobbiamo dire che sono stati bravi. Il top player Luca Gallo, per mole degli investimenti e maniera di comunicare. Il mister Mimmo Toscano, che si è costruito la squadra a propria immagine e somiglianza. E per quanto riguarda la triade Gianni-Taibi-Russo, mossasi in simbiosi, va sottolineato come le idee brillanti per il bomber le abbia portate il direttore sportivo. Quando ci vuole, ci vuole.

Qualche ora fa ai microfoni di Citynow, nello svelare il discorso Denis, il ds Taibi ha anche ammesso per la prima volta di aver trattato Nicklas Bendtner. Entrambe idee sue, questo possiamo dirlo noi. Idee che oggi consentono al Presidente di poter "rispondere" al collega De Laurentiis. Denis gliela ruba un po' la ribalta mediatica ad Antenucci, basti guardare i titoli delle principali testate nazionali. In attesa di misurarsi sul campo.

Ribadiamo il concetto chiave: continuità di risultati, derivante da una gestione del gruppo che è competenza precipua dell'allenatore. Solo così si potrà sperare di ottenere quello che è il risultato più difficile, probabilmente, del calcio italiano in tutte le categorie: la promozione diretta dalla C alla B. Adesso testa all'ostica Virtus Francavilla. Perché basta una buccia di banana per disperdere l'entusiasmo. Ma basta anche una scintilla per far scoppiare l'amore della tifoseria.