Calcio
 

Reggina, Gallo: "Cambieremo denominazione. Club risanato. La gradinata? Sapevo che a Reggio avrei trovato problemi..."

galloconfTrascinatore. I tanti giornalisti accorsi presso la sala stampa del "Granillo", per dare il bentornato al mister Mimmo Toscano, si sono piacevolmente concentrati sul presidente Luca Gallo. Tante le domande rivoltegli, era naturale concentrarsi sulla messa a norma dei seggiolini in gradinata, che sta tenendo in sospeso la Reggina anche per la campagna abbonamenti.

La prima battuta di Gallo è sulla scelta del mister: "Abbiamo inseguito Toscano, non volevo fare errori. È la scelta migliore che potevamo fare. Un ringraziamento doveroso alla filiale San Paolo di via Miraglia a Reggio Calabria, per l'emissione della fidejussione. Professionisti seri, oltre che grandi tifosi".

Dopodiché, si entra nell'argomento stadio: "Il fatto che Reggio Calabria fosse una città con determinate problematiche, l'ho sempre saputo. Proprio per questo l'ho fatto. Sapevo di potermi imbattere in alcune situazioni, ma non mi importa. La questione gradinata va risolta. Per arrivare ad un grosso risultato, tutte le componenti devono remare nella stessa direzione. Se già cominciamo a fare delle frizioni, la stagione parte male. C'è questa problematica, magari in un'altra città non l'avrei trovata. Quando il Granillo diventerà di proprietà della Reggina, certe cose le gestirò direttamente io. Un conto è quando una cosa non si vuole fare, un conto è quando ci sono delle difficoltà oggettive. Le cose si risolvono insieme".

Gallo risponde circa il suo accostamento alla Viola: "Più di un mese fa ho chiesto informazioni sulla Viola. Mi dispiaceva per la situazione, essendo una squadra di Reggio. Ci ho pensato su. Mi sono accorto che già soltanto pensandoci, pensavo meno alla Reggina. Dato che con la Reggina non abbiamo fatto ancora nulla, a livello sportivo, ho comunicato alle istituzioni di non volermi mettere in mezzo. Se devo smentire ogni cosa che esce, passerei le giornate. Mi concentro solo sulla Reggina".

Il massimo dirigente dissipa le voci su un ridimensionamento: "La società è divisa in due tronconi. Parte societaria e parte sportiva. In questo ultimo periodo ho preso il Sant'Agata. Se andate a vedere l'esposizione economica, è molto forte. Sia per quanto riguarda la curatela, sia per la Città Metropolitana. Parliamo di un milione e 200 mila euro. Se poi vediamo le migliorie per il Sant'Agata, andiamo a un milione e mezzo. Questa è la parte societaria. Ho dovuto sistemare situazioni pregresse. Lo so che è successo di tutto, ma sono passati solo 6 mesi. Per poter iscrivere la Reggina al campionato, ho dovuto sistemare tutto il pregresso. Anche lì, la cifra è superiore a quel che si pensava. Il fatto di aprire e costruire di sana pianta una sede in centro, sono tutte cose che ho fatto con piacere. La parte societaria è il mio mestiere, lì faccio bene e velocemente. Sulla parte tecnica, posso avallare l'acquisto di un calciatore a livello economico, ma non a livello tecnico. Ho una triade composta da direttore generale, direttore sportivo e consulente tecnico. Loro decidono assieme all'allenatore. Se arrivo ad investire tutti questi soldi sull'aspetto societario, mi aspetto risultati anche sul piano tecnico. Non c'è nessun ridimensionamento. Non capisco cosa ho potuto fare affinché qualcuno pensi ad un ridimensionamento. Il calciomercato inizia il 1° luglio, magari abbiamo preso qualche giocatore importante. Ho capito che i nomi servono poco. Devono avere voglia di vincere e cattiveria agonistica".

Infine, la notizia più bella: "Cambieremo presto denominazione in Reggina 1914. Quando sono arrivato io, il club faceva acqua da tutte le parti. Adesso il club è risanato, non ha un euro di debito. Il centro sportivo Sant'Agata, la sede e lo store facevano parte del progetto enucleato all'Altafiumara. Da domani mi posso concentrare sulla parte tecnica, ossia essere spettatore e guardare come vanno le cose. Ho fatto tutto quello che avevo detto quel giorno, compreso il marchio".

p.f.