Calcio
 

Reggina: una statua da tirare a lucido ed un villaggio da riportare in B

statuataibidi Paolo Ficara - In soffitta. Va archiviato al più presto un campionato orripilante per la Reggina, laddove il barlume di risultati raccolti nel finale non può e non deve far dimenticare il buio sul piano sportivo, gestionale, per certi versi anche economico. Il torneo di Serie C, sempre più mediocre nel suo complesso, si conclude con un quattordicesimo posto a quota 41 punti, con gli amaranto ultimi tra le calabresi. Il Rende, squadra rivelazione, chiude ottavo con nove lunghezze in più: ripensando alle due gare con i biancorossi, entrambe perse, sarebbe bastato ottenere quattro punti tra andata e ritorno per finire a pari merito.

La sconfitta in campo neutro contro l'Akragas, fanalino di coda e già spacciato praticamente dall'inizio, rappresenta uno dei punti più bassi in 104 anni di storia. Per non parlare dei tonfi per 0-3 in casa. L'aspetto gestionale ha avuto notevoli ripercussioni su quello economico. Non si può giudicare la voce uscite, dato che alcune spese non sono state corrisposte ai legittimi contraenti (curatela fallimentare Reggina Calcio e non solo). Decisamente meglio alla voce entrate, grazie al minutaggio. Ma l'essersi schierati con un allenatore indifendibile, ha comportato la perdita a zero di De Francesco con 6 mesi d'anticipo, e quella a quasi zero di Porcino. Che dire poi delle 300.000 euro strappate per il cartellino di Bianchimano? La prossima volta, se non ci sono idee migliori, sarebbe meglio mandare Lillo Foti a trattare con il Perugia: a quest'ora ci saremmo finanziati le prossime due campagne acquisti.

Massimo Taibi sarà il terzo direttore sportivo in tre anni di C. Quella statuetta in prossimità della curva nord non porta il suo nome, ma comparì poco dopo il suo storico gol segnato all'Udinese. Se tirare a lucido il ricordo di quel portiere, capace di infiammare una tifoseria anche per una semplice rimessa dal fondo, servirà a motivare ulteriormente l'oggi nocchiero di una barca senza motore, ben venga. Arriva per costruire una stagione in cui non ci si potrà accontentare della salvezza, né alla penultima, né alla terzultima e né alla quartultima giornata. Il decimo posto, lo lasciamo a chi non arriva a 1000 abbonati. Il nono, pure. Stazionare tra le prime quattro, puntando dunque alla promozione in B, è l'unica maniera per non far morire la passione di una tifoseria.

Stiamo, ovviamente, parlando a nuora...

Ancora più arduo il compito di Giusva Branca, postosi l'obiettivo di ricreare aggregazione. Riportare la chiesa al centro del villaggio, mentre il prete continua imperterrito a bestemmiare, appare complicatissimo. La sua autorevolezza e le spalle larghe di Taibi, potranno tornare utili a nascondere tante manchevolezze. Il risultato peggiore raccolto quest'anno dalla Reggina, al di là delle sconfitte maturate sul campo e dei calciatori importanti persi a pochi o zero spiccioli, è indubbiamente lo scollamento con la propria gente. Per risolvere, in teoria, basterebbe una sola mossa che il socratico non farà mai.

Un unico, semplicissimo aggettivo, per un ragazzo che difficilmente si monterebbe la testa anche se lo esaltassimo oltre: Danilo Amato, bravo.