Calcio
 

Reggina, l'addio a Biason: i commossi ricordi di Foti, Geretto e Mariotto

biasonDa dove tutto nacque. Mario Biason, le cui esequie si sono tenute lunedì a Villapiana, è un personaggio che ha dato tantissimo alla Reggina. Ha di fatto consegnato le proprie ampie conoscenze, spingendo affinchè venisse creato un settore giovanile. Se non avesse imposto le proprie idee, agli albori della Reggina Calcio nata nel 1986, forse nessun progetto sarebbe mai decollato.

Diversi protagonisti di quella fase storica sono intervenuti a Radio Reggio Più per ricordare la figura di Biason, a partire dal presidente Lillo Foti: "L'ho conosciuto come presidente del Conegliano, da lì nacque un'operazione che portò grandi vantaggi alla Reggina. Arrivò Massimo Orlando, che diede linfa alle casse sociali grazie alla cessione alla Juventus. A prescindere da questo, Biason è un uomo straordinario con un'esperienza enorme, ed un bagaglio di rapporti con Udinese e Milan. Quando vennero i ragazzi dal Conegliano nel 1987, la sua presenza a Reggio era costante. Pressò nei nostri confronti per creare una struttura, per consentire ai giovani di avere degli spazi su cui andare a sviluppare l'attività. Da qui nacque il Sant'Agata. Ricordo la sua espressione, quando vide la discarica. Rivolgendosi a me e a Benedetto, ci diede dei pazzi. Poi restò entusiasta. È stato sempre vicino, negli anni, alla Reggina. È il mio padre calcistico, è la persona che più di tutti ha influito nella mia crescita di dirigente e nell'affermazione della Reggina Calcio. Con lui, va via una parte importante della storia della Reggina. L'ho sentito fino a pochi giorni fa, era con Gabriele Geretto ed Ernesto Varnier. Ogni volta che scendeva a Reggio, voleva una riunione con i tecnici del settore giovanile, i quali ricorderanno sicuramente le discussioni animate con questo signore un po' burbero ma dal cuore eccezionale. Grazie Mario, ti voglio bene".

Chi ha vissuto gomito a gomito con Mario Biason, finora, è stato sempre Gabriele Geretto, ex allenatore della Reggina: "Per la mia carriera, rappresenta il numero uno. Mi ha portato via più di 30 anni dal mio paese, San Stino, assieme a ragazzi come Mariotto e Zanin. È stata la persona determinante per la mia attività. È stato il precursore nel costruire il settore giovanile, esperienza da lui già maturata a Conegliano Veneto. Nella sua testa, non c'era una società che potesse crescere senza quel tipo di base. È stato bravo a far capire questi concetti a quella dirigenza, da lì è partita la scalata della Reggina Calcio. Giocatori come Orlando, Tomaselli, Mariotto e Zanin hanno dato anche sostanza economica per costruire uno dei centri sportivi più importanti del sud. Da lì in poi, la Reggina si è fatta notare anche in Serie A. lui si notava solo per la stazza fisica e l'esuberanza, ma era molto discreto ed a Reggio lo hanno conosciuto poco. Forse, qualcuno non sa nemmeno chi fosse".

Tra i tanti "prodotti" di Biason recatisi al funerale, anche Massimo Mariotto ha saputo riassumere quello che è stato il prezioso apporto utile a dare il via alle bellissime pagine vissute in seguito: "Per me era una persona del tutto particolare, probabilmente ho parlato più con lui che con mio padre, nella mia vita. È sempre stato in disparte. Nei primi 8 anni di Reggina Calcio, è stato determinante nelle felici intuizioni della dirigenza. Mi sento di dirgli grazie, senza di lui la Reggina avrebbe avuto un'altra storia. Alberto Bigon è tra le figure fondamentali che lui ha portato. Un gigante del calcio, anche a livello umano. Ottimismo straripante, ti caricava e ti diceva le cose in faccia quando sbagliavi. Un maestro di vita".