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Reggina: squadra "affamata" e tecnica, playoff alla portata. Ma c'è una poltrona per tre...

licastro600di Paolo Ficara - Ogni promessa è debito. Avevamo rimandato ogni valutazione sulle mosse di mercato della Reggina, a campagna acquisti completata. Gli arrivi dell'attaccante Sparacello e del centrocampista Mezavilla, oltre ad innalzare il tasso qualitativo, chiudono di fatto le operazioni in entrata. Si può tracciare un bilancio reparto per reparto, andando a sintetizzare subito il paragone rispetto alla squadra di 12 mesi fa. Nonostante la società abbia fissato dei paletti di spesa, volendo ridurre di oltre la metà le uscite della passata stagione, l'organico presenta qualche mezza certezza in più.

Al di là dei costi, sarebbe da smemorati coltivare rimpianti verso lo smantellato organico di un anno fa, di cui saggiamente sono stati trattenuti solo i pezzi migliori. Coralli e Gianola, accasatisi rispettivamente con Carrarese e Sicula Leonzio, non ci sembra abbiano alzato le proprie ambizioni. Gli unici che andranno a lottare per la promozione, in un altro girone, sono Bangu e Botta con Vicenza e Bassano. Tutti gli altri titolari sono rimasti o svincolati, o ai margini delle rispettive squadre di appartenenza (De Vito al Monopoli, Sala alla Ternana). E ricordiamoci che si era iniziato con De Bode ed Oggiano come perni.

PORTIERE – Un neo, che speriamo non diventi macchia, in una campagna acquisti positiva (con rapporti costruttivi instaurati: Lazio, Roma, Atalanta e Torino). Si è fatta confusione, specie dopo il mancato scambio Licastro-Sala (che in fin dei conti, non avrebbe migliorato la situazione sul piano tecnico). L'arrivo di Turrin, andato via repentinamente da Gubbio proprio per trovare un posto da titolare a Reggio, mette in competizione tre portieri che partono sullo stesso piano. Contro il Roccella avrebbe dovuto giocare Licastro, letteralmente nero in panchina: la coda in autostrada all'altezza di Villa San Giovanni ne ha determinato l'arrivo in ritardo di pochi minuti allo stadio, con conseguente quanto inflessibile "panchina punitiva". Il 22enne di Delianuova è sempre stato di una serietà esemplare, si è allenato benissimo per tutta l'estate, Maurizi gli concederà una chance. Sapendo che, chiunque scelga come titolare per il campionato, agli altri due verrà il broncio. Ma a prescindere da chi sarà il "prescelto", difficilmente si potrà fare peggio dell'anno scorso...

DIFESA – Si è puntato su centrali in grado di impostare l'azione da dietro e su terzini di spinta, considerando anche la grande corsa di Laezza che per doti tecniche non è di certo un fluidificante. Gatti, centrale mancino, in Serie C dovrebbe essere solo di passaggio: il classe '97 di scuola Atalanta dovrà limare gli eccessi di confidenza palla al piede, ma fisico e tecnica di base sono dalla sua parte. Va detto che i momenti di appannamento non sono mancati a tutto il reparto in precampionato, ma non si può pretendere la totale assenza di sbavature già ad agosto. L'impressione è che ci siano pochi ricambi, Maurizi dovrà tenere sulla corda i vari Di Filippo, Solerio e lo stesso Laezza. Si tratta comunque di tre giocatori tutti con almeno due campionati da titolare alle spalle in categoria. Pasqualoni è il jolly che potrà subentrare al primo intoppo. La difesa è il reparto più rivisitato di tutti, d'altronde era d'obbligo dopo vari mesi di banda del buco cui abbiamo assistito con Kosnic e compagni: servirà trovare l'affiatamento il prima possibile. Non ci sono giganti alla De Vito, ma quest'anno si dovrebbe soffrire di meno (o comunque non sfigurare, vedi Reggina-Matera) al cospetto di attaccanti rapidi.

CENTROCAMPO - È il reparto deluxe. Stando alle indicazioni del precampionato, Porcino dovrebbe agire da mezzala come fece nel Santarcangelo alla prima esperienza tra i professionisti. In tal caso, formerebbe un rombo assieme a Mezavilla, De Francesco e Di Livio: roba da Serie B. Sono da tenere in conto eventuali riposizionamenti, con il giovane Marino (tra le sorprese del precampionato) in grado di agire mezzala destra o comunque di essere il primo cambio. E non dimentichiamoci di Bezziccheri, altro elemento sceso in C solo per farsi le ossa: sarà il surrogato di Di Livio fin quando non cesserà la squalifica (pende il ricorso al Coni), poi potrà agire anch'egli da mezzala. Lasciandoci andare a considerazioni tecnico-estetiche, immaginiamo una Reggina iperoffensiva: Porcino terzino ma con tutta la fascia da arare nel 4-3-1-2, Mezavilla ad unire quantità e qualità, Bezziccheri e De Francesco mezzali, il gioiello Di Livio ("scivolato" in C solo per la vicenda doping, lo ammirerete in campo) trequartista più due punte.

ATTACCO – Sì, ma quali punte? Il titolare fisso dovrebbe essere Sciamanna, reduce dalla scoppiettante stagione in D con la Correggese. Carattere abbastanza posato, ha sfogliato la margherita prima di accasarsi alla Reggina. Per caratteristiche è abbinabile sia ad un brevilineo come Tulissi, probabilmente l'unico della batteria in grado di puntare l'uomo, sia ad un lungagnone. Occhio a Sparacello: la Reggina (Calcio) lo aveva fatto seguire ai tempi della Tiger Brolo, "perdendo" poi il duello col Torino per inserirlo nella propria formazione Primavera. Anche Silenzi ha voglia di riscattare l'inutile annata passata. Bianchimano non giocherà né in Coppa, né alla prima di campionato a Rende: se non arriveranno offerte veramente importanti, l'attaccante dovrà decidere a settembre se impegnarsi con la maglia amaranto oppure essere relegato in tribuna. Solo una sua partenza obbligherebbe la società a cercare un'altra pedina, ma al momento il mercato è chiuso. Inutile negare qualche dubbio: dovrà essere uno tra Sciamanna e Sparacello a non far rimpiangere Coralli sul piano realizzativo, fermo restando che sarà il gioco di squadra a mettere in condizioni le punte di potersi esprimere al meglio.

E L'ASTICELLA? – Che fortuna: eravamo riusciti a sapere che il ritiro si sarebbe svolto in sede, ne abbiamo approfittato per assistere a più allenamenti possibile oltre alle amichevoli. La voce non deve essersi sparsa più di tanto nel nostro ambiente, a giudicare dalle presenze al Sant'Agata. Al di là della facile ironia su chi non trova la strada per andare ad infarinarsi al mulino, possiamo esprimere un pensiero. Innanzitutto, siamo rimasti sorpresi dal tipo di preparazione. Nel calcio non esiste un metodo infallibile in tal senso, altrimenti lo adotterebbero tutti. Il gran caldo del Sant'Agata, avrà indotto Maurizi a far lavorare il gruppo sempre e solo col pallone. Facile prevedere una partenza sprint in campionato. Detto questo, non conosciamo a menadito il valore degli organici costruiti dalle altre 18 rivali. Se dobbiamo rifarci a quanto visto in campo nella Lega Pro 2016/17, possiamo affermare che la Reggina attuale non debba accontentarsi della semplice salvezza. C'è un buon tasso tecnico, c'è la voglia di divertire il pubblico con l'impostazione tattica scelta dall'allenatore, c'è soprattutto parecchia fame. Sono tanti i calciatori in cerca o di un trampolino di lancio, o di rilancio, nonché quelli già reduci da annate positive e vogliosi di un salto di categoria. Più che tra le ultime nove, vediamo gli amaranto tra le prime dieci. Continuità di rendimento e gestione del gruppo, ovvero i due temi flop della scorsa stagione, determineranno il reale innalzamento dell'asticella.

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