Calcio
 

Reggina: se avete finito coi colpi di tosse, qui si vorrebbe giocare a calcio

pratico600di Paolo Ficara - Ognuno fa le proprie scelte. La Reggina continua ad imporre le proprie, avendo razionalizzato quel che è accaduto nella precedente stagione e non volendo più commettere determinati errori. Un anno fa si è rivisitata profondamente la squadra che non aveva entusiasmato in D come Reggio Calabria, aggiungendo qualche buon elemento dalla cintola in su ma commettendo l'errore di tenerne alcuni non adatti (il 30enne Oggiano è ancora sotto contratto). La strada scelta stavolta è simile, con la differenza che ad essere trattenuti (speriamo non a forza) sono soltanto alcuni giovani di valore.

Con tutto il rispetto, in passato la Reggina qualche giocatore importante l'ha lasciato andare. Intendiamo solo quelli partiti a parametro zero, altrimenti la lista sarebbe sterminata. Jorge Vargas e Carlos Paredes i primi esempi che ci vengono in mente, peraltro i loro cartellini costarono parecchio. Certe decisioni avvengono (ci pare banale rammentarlo) per motivi tecnici, economici, comportamentali o nell'ottica, appunto, di una profonda rivisitazione. Quest'anno non ci siamo sorpresi, ad esempio, per l'addio a Coralli. Anzi, lo ritenevamo scontato. Specie dopo il distacco da Martino e Zeman, deciso dalla famiglia Praticò.

Qualche settimana addietro ci è sembrato superfluo, sul piano giornalistico, dare spazio al suo saluto avvenuto su facebook quando, ormai, la notizia della mancata proposta di rinnovo nei suoi confronti era incamerata da un pezzo. Dopo il suo, capitano e capocannoniere nella passata stagione, sono arrivati altri interventi social in seguito al termine dei rapporti contrattuali con la Reggina. E qui si è passati dalla scarsa rilevanza giornalistica ad una constatazione più semplice: anche le pulci hanno la tosse.

Credeteci, ci siamo sforzati di non sospettare che a traviare gente la quale senza la Reggina (ed il Reggio Calabria) negli ultimi due anni avrebbe potuto svolgere mestiere ben diverso dal calciatore, o che annovera mezza presenza in amaranto, potesse esserci qualcuno. E non potrebbe mai venirci in mente nessuno in età pensionabile, con ormai più amicizie nel mondo politico piuttosto che in quello calcistico. Nessuno mozzicato per essere stato scalzato da uno di 30 anni più giovane, o che lo fa(ceva) per amore della città. Ma qui manca solo un atto di ribellione con conseguente post strappalacrime su facebook da parte di qualche preparatore dei portieri delle giovanili, ammesso che l'anno scorso fosse contemplata tale figura, ed il circo è completo.

Il rispetto verso chi vi ha fatto sottoscrivere un contratto ci può stare, ma spalare pubblicamente fango su chi quel contratto non ha inteso prolungarlo, per un calciatore, significa compromettere la propria carriera. Nessuna squadra professionistica vorrà mettersi dentro casa, pagandolo pure, un ragazzo che si esprime fuori dalle righe sui social network. Se qualcuno vi ha dato certi consigli, non vuole il vostro bene ma solo il proprio. E non sa come ottenere né l'uno e né l'altro.

Poi esistono delle eredità positive dalla passata stagione, che di sicuro non verranno svincolati, ma anche in questo caso troppi sussurri dannosi ed interessati arrivano alle orecchie. Verso Porcino, che con ogni probabilità rimarrà alla Reggina, non diremo mai nulla di negativo: ha già scritto un pezzetto di storia con quel gol al Messina, rappresenta la faccia pulita della Reggio calcistica ed è anche un patrimonio tecnico. Anche Bianchimano è un ragazzo a posto. Non sindachiamo sulle legittime ambizioni di carriera. I referenti quest'anno si chiamano Praticò, Basile e Maurizi. Altri non ce ne sono, non vanno ascoltati. Il futuro di Bianchimano e Porcino risiede nei loro piedi e nella voglia di mangiare il mondo, non certo nelle promesse da marinaio di chi li vorrebbe strumentalizzare per creare problemi alla Reggina, come atto di ripicca.

Il tifoso, quando si reca allo stadio, mica lo fa perché si aspetta di firmare un contratto con Praticò. A differenza di chi è rimasto a piedi in tal senso. Esiste la sensazione di aver assistito a recite premeditate, da cucuzze facilmente riconducibili ad unico cucuzzaro. Quando avrete finito con i colpi di tosse, gentilmente, qui vorremmo giocare a calcio. E solo il campo potrà dire se Basile è meglio o peggio di Martino, se Maurizi è meglio o peggio di Zeman, se Sciamanna è meglio o peggio di Coralli e via discorrendo. Si comincia fra 9 giorni con la Coppa Italia: tutti col fucile spianato alla prima sconfitta, non deludeteci.

A proposito di macchinazioni occulte, ma qui il tono si fa decisamente più serio: le motivazioni fornite dalla Cassazione, confermano l'errore commesso dalla Procura della Repubblica nel sequestrare a Lillo Foti le azioni della Reggina Calcio nella primavera del 2016. Tale provvedimento, unito ai sigilli posti sul Sant'Agata, costrinse di fatto il giudice Campagna a dichiarare fallimento. Foti ha governato la Reggina per 29 anni, di cui 22 ai massimi livelli storici e 7 da censura. L'encomiabile magistratura operante a Reggio, giorno dopo giorno, purifica la nostra aria da quel tanfo di criminalità ed illegalità che ci inquina da decenni, e magari ogni 10 provvedimenti ne sbaglia 2. Ci può stare. Quelli sulla Reggina Calcio sono stati sbagliatissimi, perché hanno spinto verso il fallimento un club che ha portato molto in alto il nome della nostra città, applicando un'eutanasia non richiesta dato che l'evidente stato di insolvenza non si sarebbe potuto trascinare all'infinito. Al singolo soggetto fisico, fin qui, è stato fatto il solletico in assenza di prove. Quindi a pagare è stata la città. Il sospetto sulla misura in cui abbiano influito le pressioni politiche, ci rimarrà ancora per parecchio tempo.