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Reggina: occhio che la Vibonese non fa retropassaggi...

zemanino500di Paolo Ficara - La nuova bestia nera. Su quattro partite al cospetto del Matera, tra il campionato di Lega Pro 2014/15 e quella attuale, la Reggina ha rimediato zero punti. Le due squalifiche ed i tre infortuni tra le fila lucane non hanno agevolato il compito, men che meno il periodo oggettivamente negativo attraversato dagli uomini di Auteri. Domenica al 'Granillo' sarà insidioso lo scontro diretto con la Vibonese, ultima ma motivata ed ancora in piena corsa.

NON SI ATTENDA L'ERRORE AVVERSARIO - Ma che Reggina si presenterà? Il quesito non riguarda solo l'aspetto tattico. Gli amaranto sono superiori tecnicamente alla Vibonese, ma di sicuro non beneficeranno di retropassaggi da parte degli avversari, diversamente da quanto accaduto con le meno motivate Cosenza e Casertana. Quando si analizzano le prestazioni bisogna sempre fare i conti con l'avversario, ed al netto dei regali altrui la Reggina ha avuto pochi picchi da cinque mesi a questa parte. Arrivare a metà marzo senza un'idea di gioco è disarmante: bisognerebbe come minimo aver compreso il principale pregio ed il principale difetto della squadra, prima di dar vita a schieramenti cervellotici.

IL DIFETTO – Sulle carenze caratteriali e tecniche della squadra ci si poteva e doveva lavorare meglio. Ma che il vero tallone d'Achille sia la difesa colabrodo, col portiere quasi mai esente da responsabilità, è un dato inconfutabile e non attribuibile come colpa a Zeman. I 45 gol sul groppone parlano chiarissimo e sono stati presi in tutte le maniere, con qualsiasi modulo ed a prescindere dagli interpreti. Si può dire che l'occhio da talent scout per gli estremi difensori stia migliorando, solo se pensiamo ai precedenti due portati in riva allo Stretto da Gabriele Martino: Mario Cassano (galera) e Ventrella (ritiro).

IL PREGIO – La Reggina ha uno dei migliori cannonieri del girone C. Sugli 11 gol di Coralli, 7 ne sono arrivati grazie alle incursioni di una Lamborghini sulla fascia sinistra. Perché tenere Porcino nel garage rappresentato dalla propria metà campo? Consuma troppo carburante? Eppure, la sua scoperta come esterno d'attacco è un merito di Karel Zeman. Sbagliare con la propria testa è molto più dignitoso, e soprattutto più soddisfacente, che azzeccare o sbagliare (come in questo caso) con la testa altrui. Dispiace affibbiare ad un tecnico apparso molto preparato nelle prime settimane di lavoro, la stessa etichetta valida per Orlandi, Atzori e Breda.

OCCHIO ALLE SPALLE – 27 punti in classifica. Come quelli del Catanzaro, che per quattro volte ha cambiato allenatore. Come quelli dell'Akragas, autore a gennaio della maxisvendita di cinque titolari per difficoltà societarie, ed in campo con i soli undici maggiorenni rimasti in organico. Soltanto quattro in più in classifica (sarebbero tre sul campo, in virtù di un handicap) rispetto ad un Melfi capace di collezionare 11 sconfitte consecutive, ma ripresosi dopo l'avvento di Aimo Diana in panchina. Se è vero che la zona salvezza è soltanto a due punti, una Reggina che manifesta solo insicurezze da cinque mesi farebbe bene a guardarsi alle spalle. L'ultimo posto, quello della retrocessione diretta, è occupato proprio dalla Vibonese. Che dista cinque punti. E domenica c'è lo scontro diretto. In casa. A buon intenditor poche parole. Fra sei giorni non si potrà sbagliare: c'è ancora fiducia in chi, da ottobre in poi, non ha più dimostrato di poter condurre la barca in porto?