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Reggina: una salvezza da costruire ed un futuro fuori dalle suite milanesi

martino500di Paolo Ficara - Piccolo vantaggio. Il Matera, prossimo avversario della Reggina nel campionato di Lega Pro, ha avuto un impegno infrasettimanale di rilievo. Nel pomeriggio di ieri i lucani si sono qualificati per la finale di Coppa Italia, pareggiando per 2-2 sul campo dell'Ancona. Mister Auteri ha tenuto a riposo alcuni calciatori, impiegando però dal primo minuto i titolari Negro, Strambelli e Casoli, oltre ad Armellino che salterà la sfida di domenica per squalifica.

TERZA SQUADRA IN CADUTA LIBERA, SARÀ ANCORA PAREGGIO? - Il Matera è una delle formazioni che stanno facendo parlare di sé in negativo, in questo girone di ritorno. Le cinque sconfitte consecutive rappresentano una vera e propria caduta libera: i tifosi hanno reagito in maniera violenta e dunque censurabile, il patron Columella ha tagliato la testa del dg Pino Iodice, le polemiche tra Auteri ed i propri calciatori non devono trarre in inganno. In casa delle altre due delusioni dopo il giro di boa, ossia Cosenza e Juve Stabia, la Reggina ha ottenuto pareggi scoppiettanti: non c'è due senza tre?

POCHI RISUCCHIABILI - Giunti a metà del girone di ritorno, la Reggina ha ottenuto 12 punti. Uno in più rispetto al girone d'andata, quando entusiasmo e brillantezza delle prime nove gare ne fruttarono 11. C'è dunque da incrociare le dita in vista del prosieguo, ma siamo di fronte quasi ad un altro campionato. Detto della crisi di tre formazioni che puntavano chi alla promozione (Matera e Juve Stabia), chi ai playoff da protagonista (Cosenza), si registra l'exploit di un Siracusa che, un girone fa, appariva destinato ai playout nella più rosea delle ipotesi. In coda, oltre alla Reggina, sono in ripresa anche Catanzaro, Taranto e Melfi. Sarà difficile rimontare 7 punti in 10 gare all'esperta Paganese, restano da risucchiare solo Messina e Monopoli per evitare i playout.

AGGRESSIVI MA CON I PIEDI PER TERRA - Inutile alimentare la tiritera della vittoria in trasferta. La Reggina deve sperare di veder crescere la propria condizione atletica, oltre che in qualche disgrazia altrui. Nel momento in cui Zeman ha inserito due attaccanti veri, per la prima volta da titolari, la squadra ha risposto segnando tre gol. Il risultato contro la Casertana può conferire entusiasmo alla squadra, ma il tecnico deve essere cosciente di aver affrontato un avversario incapace di rendersi pericolo in fase offensiva, oltre che tendente al suicidio in quella difensiva. Una Reggina aggressiva, vero merito dell'ultimo match, dovrà caratterizzare gli ultimi due mesi di campionato.

FUTURO SOCIETARIO – Si sono registrati messaggi a distanza tra Praticò e Falcomatà per la questione sponsor, ad oggi non è emerso nulla di concreto. A prescindere da ciò, l'ancora di salvataggio non può essere rappresentata dalla politica. La categoria da disputare nella prossima stagione si conoscerà solo all'ultima giornata di campionato, "merito" di un plenipotenziario tecnico come Gabriele Martino che dopo aver fatto mezza squadra ad agosto, il 31 gennaio ha avuto modo di pernottare in suite a Milano mentre i suoi colleghi di Serie A e Serie B (quelli della Lega Pro non li citiamo nemmeno) cercano di risparmiare pure sugli spostamenti, visti i tempi che corrono. Il tutto per prendere De Vito e stop. In organico ci sono una serie di inutilizzati, molto pochi quelli il cui ingaggio viene coperto dal club di appartenenza (come ad esempio Tripicchio col Crotone). Prendere a piene mani è semplice, cedere è difficile, poi paga Pantalone. E per fortuna che per il bando su nome, marchio e Sant'Agata, si potrà ragionare con la curatela fallimentare a stagione finita. Serviranno parecchi soldi anche per il prossimo campionato, ma prima delle risorse sarà bene individuare le basi e le idee, settore giovanile incluso. Inutile aggiungere che l'attuale anno rappresenta il secondo salasso consecutivo per la compagine societaria, nella speranza che valga almeno il mantenimento del professionismo.

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