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Reggina, mancano tredici partite: urge una scossa per evitare i playout

zemanino500di Paolo Ficara - Due punti buttati? La convinzione generale è questa, attorno ad una Reggina due volte in vantaggio a Cosenza, rammaricata per non aver trovato i tre punti in un turno che ha arriso a tante dirette concorrenti per la salvezza. In realtà, forse il risultato è la cosa più positiva con cui si torna dallo stadio San Vito – Marulla. Si è riusciti a non perdere in casa della sesta forza del torneo: se ci si ricorda, già ci eravamo rallegrati per il pareggio interno dell'andata. In termini di prestazione, non ci si illuda di aver giocato bene.

PIÙ INDIVIDUALISMI CHE GIOCO DI SQUADRA – Forse sarebbe meglio non soffermarsi troppo sulle difficoltà in fase difensiva, altrimenti a Cosenza cosa dovrebbero dire? Due autentici assist quelli forniti da Carretta e Tedeschi, sul piede di un freddissimo Coralli vero valore aggiunto. La Reggina è stata per tutta la gara o in vantaggio oppure sul risultato di parità, e non è mai riuscita a produrre un contropiede ben congegnato. Fa eccezione solo l'imbucata finale di Coralli per Porcino, sventata dall'uscita di Perina. Per il resto, stessa sensazione avuta giovedì nell'amichevole contro la Cittanovese: tante iniziative individuali, giocatori distanti fra di loro, scarsa intesa e difficoltà nel mettere insieme quattro passaggi consecutivi.

POCHI SUSSULTI DA METÀ OTTOBRE IN POI – Da quattro mesi la Reggina sembra una squadra senza obiettivi, impegnata a far trascorrere più in fretta possibile quel che somiglia ad un finale di campionato. Questa la sensazione che rimane dopo un lungo periodo avaro di prestazioni positive: tra queste possiamo annoverare il 2-2 interno col Taranto, la vittoria col Fondi ed il più che discreto spirito offensivo nel 3-1 patito a Catania. Per il resto, inutile spacciare catrame per carbone. Contro un Akragas dalle difficoltà note ai più, si è sofferto pur vincendo. Quello di Cosenza non è sicuramente un partitone indimenticabile. E vedendo saltare le panchine di Rigoli e Zanin a distanza di pochi giorni, ci accorgiamo che altri hanno saputo approfittare dei momenti critici di Catania e Monopoli.

MANCANO TREDICI PARTITE – L'attuale campionato di Lega Pro della Reggina somiglia, per certi versi, al primo storico disputato in Serie A nel 1999/2000. Partenza sulle ali dell'entusiasmo, poi un lungo appiattimento. All'epoca si registrarono importanti arrivi in corsa: Taibi, Vargas, ma anche Bogdani nonostante fosse molto acerbo. La svolta fu la famosa vittoria di Roma targata Cozza e Cirillo, in concomitanza con un rimescolamento in formazione. Stavolta non sappiamo fino a che punto potranno incidere i pochi innesti del mercato di riparazione, ma speriamo non si faccia aprile prima di vedere all'opera De Vito. A tredici gare dal termine, gli amaranto necessitano di una scossa per ridestarsi dalla mediocrità in cui si sono tuffati a metà ottobre. Zeman inizi a prendersi qualche responsabilità in più. Sabato arriva la capolista Lecce al Granillo. Ma è Lega Pro: Juventus, Roma e Lazio di quella Serie A, non ce ne sono. Urge una vittoria importante. Altrimenti, le gare al termine diventeranno quindici...

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