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Reggina: prima delle cucuzze, va cambiato il cucuzzaro

martinoexcelsiordi Paolo Ficara - Più passano le settimane, più ci si avvicina al calciomercato di riparazione. Sorridiamo nell'apprendere le prime voci attorno alle mosse della Reggina, che parlano di cinque o sei elementi in uscita. A nostro modesto avviso, in cinque o sei (al massimo) sarebbero quelli da trattenere. Quando in estate abbiamo descritto un centrocampo di qualità, lamentando però carenza di esperienza ed individuando nella difesa il punto debole, non ci siamo allontanati dalla realtà.

L'attuale Reggina è qualitativamente inferiore alla squadra giunta penultima due anni fa, salvatasi ai playout grazie al fondamentale apporto dei senatori Aronica, Belardi e Cirillo richiamati alle armi in corso d'opera. Basti pensare che le punte leggere erano Di Michele ed Insigne, per capire il dislivello con le attuali scelte. L'ottimo lavoro di Karel Zeman, assieme all'entusiasmo creatosi per la vittoria sul Messina al 2° turno, avevano inizialmente coperto le carenze. Il tecnico ha smesso di fare presa sulla squadra alle prime difficoltà, e la piazza non poteva di certo continuare ad applaudire all'infinito.

Ventidue anni fa, sempre in Serie C, il direttore Martino azzeccava l'innesto di Rubens Pasino nella squadra poi volata in B. Stavolta, per lo stesso ruolo di Pasino, si è puntato sull'improponibile Oggiano ("il giocatore più forte che ho", cit. Zeman), nonostante ci si fosse già accorti della sua inadeguatezza pure per una Serie D a vincere. Se si pensa che De Bode ha iniziato il torneo come capitano, e che adesso sono entrambi fuori rosa avendo rifiutato di rinunciare ai lauti ingaggi (tra i più elevati in organico), si ottiene la cartina al tornasole circa la bontà delle scelte tecnico-economiche estive.

Però ci si può vantare di aver allacciato rapporti con i grandi club. Altrimenti non avremmo abbastanza gente per riscaldare la panchina.

Passando dall'aspetto squisitamente tecnico del calciomercato, alla gestione delle teste durante il campionato, il quadro non diventa più confortante. Dall'infelicissima uscita martinese nel post-Vibo, quella sulle non meglio specificate difficoltà societarie, non ne sono seguiti riscontri positivi. Fermo restando che se è stata effettuata per proteggere la squadra dalle critiche, rimane ammirevole. Evidentemente non hanno capito il gesto di cavalleria. Di certo, sulle nostre pagine non troverete mai uno: "Scusate, stiamo fornendo poche notizie perché il Dispaccio è in difficoltà". Anche perché non intendiamo né passare per eccelsi strateghi, né rischiare la defenestrazione da chi di dovere.

È il momento di agire, da parte della Reggina. Se è un problema di cucuzze, il calciomercato potrà offrire delle soluzioni. Se però a scegliere le cucuzze rimane sempre lo stesso cucuzzaro, aumentando(gli) il budget si rischia solo di fare più danni. D'altronde, quanta gente è disposta a servirsi ancora nello stesso chiosco che gli ha rifilato frutta marcia?

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