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Reggina: più facile perdere la testa che la categoria

logo1914di Paolo Ficara - "In pochissimo tempo è diventata una squadra di amici, tutti corrono e rincorrono". Se le belle prestazioni di inizio autunno sono già un lontano ricordo per la Reggina, l'euforia evidente e la compattezza richiesta dopo il derby dello Stretto rappresentano la preistoria. Ben diverso il tono delle recenti dichiarazioni da parte dei tesserati, specie nel post Vibo. Eppure, il giocattolo stava funzionando così bene...

Chissà se prima o poi arriverà a Reggio Calabria, a mo' di stella cometa, una stagione agonistica in cui sarà concessa all'opinione pubblica (senza distinguo tra coerenza ed umoralità) la facoltà di esprimersi solo su questioni squisitamente calcistiche, partita dopo partita. Stabilire se l'allenatore ha azzeccato la formazione, se il calciatore Tizio può rendere più di Caio, se il direttore ha seguito le piste giuste nella campagna acquisti, se la società mette tutte le componenti in condizione di lavorare con serenità e con le risorse giuste.

Qualcuno crede che la gente, nel 2016, abbia ancora la fantasia di stare appresso a mezze dichiarazioni pseudofilosofiche? Di interpretare trite e ritrite frasi dette a nuora affinché suocera intenda? Di immaginare chissà quali sotterfugi, frutto e colpa magari del mamao o della strega Bacheca, atti a spiegarsi un vistoso calo di impegno nonché una serie di umilianti sconfitte?

Se esistono magagne recondite dietro l'attuale crisi della Reggina, chi ne è a conoscenza supponiamo sia pagato profumatamente per prevenirle e/o reprimerle. Non di certo per provocarle o per marciarci sopra. Altrimenti abbiamo raccomandato le pecore al lupo. Certi atteggiamenti lasciamoli ai rappresentanti d'istituto dei licei: bravi nel proclamare autogestione, facendosi belli agli occhi del corpo studentesco, ma poi sufficientemente vili da recapitare al preside, se non agli studenti stessi, il conto per i danneggiamenti e gli atti vandalici compiuti dentro la scuola, in quel periodo.

In questo contesto, cambiare allenatore avrebbe poco senso. A meno che non si collochi un fermacravatte in panchina al posto di Zeman, qualsiasi altro tecnico si ritroverebbe a muoversi dentro la desueta trama di una telenovela (con sempre lo stesso protagonista), anziché a guidare una squadra di calcio.

La Reggina può tranquillamente conservare la categoria. L'attuale terzultimo posto in Lega Pro deve far aprire gli occhi, ma non mettere paura. Duole riscontrare che nel frattempo si è già persa la testa, dato che la squadra stava producendo prestazioni ed anche qualche risultato: non c'era necessità di seminare zizzania dall'interno, una volta tanto che all'esterno si era trovata compattezza. L'entusiasmo di inizio stagione mancava da anni, si è stati capaci di smarrirlo in meno di un mese. Difficilmente lo si ritroverà a breve termine. Si è parlato troppo ed a sproposito. Da ora in poi, il silenzio è d'oro.

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