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Reggina umiliata al 'Granillo': 2-6 per il Matera, tripletta di Negro

zemanallenamentodi Paolo Ficara - I Sassi fanno male, non solo quando arrivano in testa. Il Matera manda a nanna la Reggina con l'emicrania, nel 10° turno della Lega Pro C. Il risultato non ammette discussioni: un 2-6 tennistico, roba che nemmeno nelle partitelle del giovedì, frutto della tripletta di Negro e degli acuti, nel finale, di Carretta, Iannini e Louzada. Per gli amaranto sono stati Porcino e Coralli a tentare di riaprire per due volte il match: sforzi vanificati da una tenuta difensiva inesistente.

LA SORPRESINA – Dovendo cambiare obbligatoriamente formazione, a causa dell'assenza di Kosnic per squalifica, Karel Zeman va oltre la semplice sostituzione del serbo. Dentro De Bode in difesa, mentre a centrocampo Knudsen soffia il posto a Bangu. Nel 3-4-3 di Auteri, rispetto al rotondo 4-0 sul Catanzaro, non trova spazio dall'inizio Louzada: al suo posto il connazionale Sartore, che funge da riferimento centrale in attacco con Negro che parte da sinistra. Questi due non risulteranno mai prendibili dai centrali amaranto, nemmeno col supporto di uno scooter.

INIZIO ALLA CIECA – I diversi fumogeni accesi in curva rendono di fatto impossibile vedere il campo dalla tribuna. Forse ne risentono anche i calciatori in campo: è l'unica maniera per giustificare un retropassaggio troppo corto di Gianola, con Sala costretto a stendere Sartore in piena area. Al 6' minuto, Negro può già portare in vantaggio il Matera dal dischetto. La coltre di fumo funge anche da metafora per descrivere la reazione, di fatto inesistente se non per un timido tentativo aereo di De Bode. Intanto Negro continua a fare il diavolo a quattro, solo Zeman non si accorge della differenza di passo tra gli attaccanti lucani ed i propri difensori.

LA LEGGE DEL PIÙ FORTE – Negro serve il raddoppio al 28', bevendosi De Bode in area per poi piazzarla sul destro. Ottima l'azione con cui la Reggina si leva dalle corde, dopo una mezz'ora da pugile suonato. Oggiano innesca De Francesco, palla in verticale per Coralli, lucidissimo nel pescare Porcino in mezzo all'area: svantaggio dimezzato e prima vera reazione. Nel momento in cui la Reggina, spinta dal proprio pubblico, prova a mettere paura al Matera, sale in cattedra Armellino: l'ex capitano amaranto recupera un paio di palloni importanti, su uno di questi si sviluppa la terza rete dei lucani, grazie anche a Gianola che perde clamorosamente il passo in area consentendo la facile tripletta a Negro. Gli ospiti proseguono la propria prova di forza e superiorità: emblematica un'azione a fine primo tempo, quando Negro e Sartore sono da soli nella metà campo amaranto, ma riescono a farsi beffe della difesa col brasiliano che arriva davanti a Sala con un'accelerata.

DIFESA IN COMA IRREVERSIBILE – La premiata ditta Porcino-Coralli riapre ancora il match al 50': l'esterno lavora un ottimo pallone sulla fascia, sul cross non si capisce chi tra Coralli ed il difensore De Franco la metta alle spalle di Bifulco. Auteri inizia a muovere le proprie pedine, passa al 3-5-2 con l'ingresso dell'altro ex De Rose, ed inserisce altri attaccanti rapidi e vogliosi di divertirsi contro una difesa di cemento (tutt'altro che armato). Carretta imita Negro, entrando in area palla al piede e trafiggendo Sala con un destro parabile. Coralli segna il possibile 3-4 ma viene colto in fuorigioco. Su questo episodio crolla ogni speranza di poter reindirizzare una gara comunque senza storia, in cui c'è sicuramente un rimpianto al di là del punteggio che diventerà tennistico: quelle poche volte che la Reggina si è affacciata nell'area dei lucani, o ha segnato o comunque ha prodotto pericoli.

LOUZADA SERVE L'UMILIAZIONE – Assieme ad Armellino (prestazione maiuscola), Di Lorenzo e De Rose, c'è un altro ex in campo nel finale. È Adriano Louzada, che al 90' serve a Iannini l'assist per la cinquina. Poi il suo capitano gli ricambia la cortesia nel recupero, pescandolo in profondità: il brasiliano scarta anche Sala, servendo l'umiliazione definitiva. E dire che Auteri si era già seduto in panchina dopo il quarto gol. Per il Matera, far gol alla Reggina è stato più facile che rubare le caramelle ad un bambino. O se preferite, esporsi con una difesa lenta, abbastanza alta in alcuni frangenti e senza un pressing che consentisse di recuperare palla prima della trequarti, è stato come mettersi al sole alle due di pomeriggio in pieno agosto a Roccella senza crema di protezione. Prima Negro e Sartore, poi Carretta e Louzada hanno arrostito Zeman. Prima sonante sconfitta interna per la Reggina: speriamo di averli presi tutti in una volta.

REGGINA – MATERA 2-6

Reti: 6' rig., 28' Negro, 32' Porcino, 39' Negro, 50' aut. De Franco, 75' Carretta, 90' Iannini, 92' Louzada

REGGINA (4-3-3): Sala; Cane, De Bode, Gianola, Possenti; Knudsen (62' Bangu), Botta, De Francesco (80' Bianchimano); Oggiano, Coralli, Porcino. A disposizione: Licastro, Maesano, Carpentieri, Tripicchio, Lo, Cucinotti, Silenzi, Lancia, Mazzone, Tommasone. Allenatore: K. Zeman.
MATERA (3-4-3): Bifulco; Ingrosso, De Franco, Piccinni; Di Lorenzo, Armellino, Iannini, Casoli; Strambelli (72' Carretta), Sartore (62' De Rose), Negro (77' Louzada). A disposizione: D'Egidio, Scognamillo, Mattera, Gigli. Allenatore: Auteri.

Arbitro: Robilotta di Sala Consilina
Ammoniti: Piccinni, De Bode, Di Lorenzo, Coralli

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