Balneazione, Arpacal replica all’osservatorio ambientale iride di Gioia Tauro

"Quanto affermato dall'Osservatorio ambientale Iride di Gioia Tauro, in merito a delle nostre presunte negligenze in tema di controlli di balneazione, è assolutamente fuori luogo e privo di documentazione". E' quanto dichiara in una nota il dipartimento provinciale Arpacal di Reggio Calabria in merito ad alcune critiche a mezzo stampa mosse dall'osservatorio ambientale Iride di Gioia Tauro sull'attività che i tecnici dell'Arpacal svolgono per la campagna di balneazione, alla non conformità che nei giorni scorsi è stata individuata, sempre nel Comune di Gioia Tauro, nel punto denominato "200 metri nord Petrace".
"E' il caso di ricordare agli attivisti dell'osservatorio ambientale, che sin da ora invitiamo a relazionarsi con i nostri tecnici del servizio tematico Acque per eventuali approfondimenti sulla materia, che oltre a rispettare un preciso calendario stilato dalla Regione Calabria e dal Ministero della salute, da rispettare improrogabilmente salvo straordinarie motivazioni, l'Arpacal è intervenuta su Gioia Tauro ed ha individuato valori molto preoccupanti di Escherichia coli nel punto Petrace. E' comprensibile il dubbio degli attivisti in merito al fatto che il giorno precedente vi fosse allerta meteo, e che le condizioni meteo marine fossero state precedentemente un po' avverse, ma i risultati del laboratorio, che evidenzia una preoccupante presenza di Escherichia coli, dimostrano che la vera criticità non sta nelle condizioni meteo marine ma in un vero e proprio sversamento a mare, probabilmente abusivo, di reflui fognari. Tutto ciò è stato ovviamente comunicato al Comune di Gioia Tauro e l'ufficio comunicazione dell'Arpacal ne ha informato l'opinione pubblica per dare una più completa informazione alla cittadinanza che, come l'osservatorio ambientale certamente saprà, è un elemento che la normativa comunitaria considera come assolutamente imprescindibile".


"È anche vero – prosegue il Dipartimento di Reggio Calabria Arpacal - che la normativa impone un controllo suppletivo entro 72 ore dal primo prelievo, e così è stato fatto riscontrando valori assolutamente fuori norma come per il primo intervento; se fosse tornato conforme lo avremmo comunicato a cittadinanza e Comune per come previsto dalla normativa. Il Comune, inoltre, ci ha chiesto l'esito delle suppletive e gli confermeremo l'esito negativo. La cittadinanza, invece, viene informata solo ed esclusivamente se il punto ritorna alla balneabilità, cosa non successa nel punto Petrace. Le procedure sono assolutamente codificate a livello nazionale, consolidate da esperienza pluriennale dei tecnici Arpacal, che lavorano a stretto contatto con la Regione Calabria ed il Ministero della salute, e niente è lasciato al caso".
"Apprezziamo il lavoro che svolge l'osservatorio ambientale Iride, così come tutti i comitati di cittadini e associazioni ambientaliste, per mantenere alta l'attenzione sulle problematiche ambientali. Noi siamo a supporto del territorio e degli enti nello stretto rispetto delle normative tecniche previste dal legislatore nazionale e comunitario. I nostri uffici sono sempre aperti, ed i nostri tecnici altrettanto disponibili, per dare le opportune ed ulteriori spiegazioni".