'Ndrangheta a Verona, denaro dalla Calabria veniva riciclato attraverso imprese edili

verona vistaIl boss della 'Ndrangheta che gestiva l'organizzazione nel veronese e' Antonio Gardino detto 'Totareddu', uomo vicino alla cosca Arena-Nicoscia. L'attivita' del gruppo mafioso - e' stato detto da inquirenti e investigatori a Venezia - ha portato al sequestro di 15 milioni di euro frutto di un'attivita' volta al riciclaggio ed allo spaccio di stupefacenti, con societa' fittizie che evadevano il fisco e creavano provviste di denaro.

E' quanto emerge dall'indagine della Polizia che ha sgominato la 'locale' di 'Ndrangheta di Verona, una struttura autonoma ma riconducibile alla cosca degli Arena-Nicoscia di Isola Capo Rizzuto, in provincia di Crotone.

Non un fenomeno mafioso tradizionale ma organizzato con una rete di contatti nel territori - come hanno sottolineato il Procuratore di Venezia Bruno Cherchi e Francesco Messina, dell'anticrimine - che ha coinvolto la municipalizzata veronese Amia per lo smaltimento dei rifiuti, che faceva circolare denaro, corsi di formazione, con due dirigenti che sono tra gli indagati.

Il denaro gestito nel veronese giungeva dalla Calabria, veniva riciclato per lo piu' attraverso imprese edili portando ai reati di riciclaggio, estorsione ed evasione fiscale.

Degli arrestati, in totale 23, 16 sono agli arresti con contestata l'associazione di stampo mafioso.

L'indagine e' in corso ed oltre alle persone colpite da misure cautelari ci sono ulteriori indagati.