Caporalato, sindacati: "Bene piano triennale, avviato percorso giusto"

"Guardiamo con soddisfazione al piano triennale interministeriale, redatto anche con la partecipazione delle parti sociali. È stato messo a punto in maniera corale un lavoro ambizioso, che affronta in modo organico le tante problematiche che si sovrappongono nelle azioni di prevenzione e contrasto del caporalato. È stato avviato il percorso giusto, ora si può alzare l'asticella delle battaglie contro lo sfruttamento, nessuno ha più alibi per non agire".
Lo affermano in una nota Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil dopo essere intervenuti alla riunione del tavolo contro il caporalato svolta oggi presso il Ministero del Lavoro.
"Abbiamo ribadito - affermano i sindacati - che su un milione di lavoratori agricoli il 90% è a tempo determinato e necessita di costanti azioni di tutela. A tutti i lavoratori, attraverso la contrattazione, possiamo garantire dignità, strumenti di welfare, lavoro in sicurezza, ma occorre togliere qualsiasi margine di azione ai caporali, che spesso organizzano pacchetti 'all inclusive' e offrono a chi cerca lavoro anche alloggi, trasporti e servizi, il tutto nella totale illegalità. Va affrontata in particolare la condizione di tanti migranti divenuti irregolari, che quando lavorano lo fanno in nero e non possono avvalersi degli strumenti offerti dallo Stato. Se sono stimati 400 mila sfruttati, non si può continuare a fare finta di niente, a queste persone va riconosciuta dignità, va data la possibilità di emergere nella legalità".
"Sarà necessario - concludono Fai, Flai e Uila - valorizzare maggiormente, tramite il piano triennale, anche gli enti bilaterali, importanti presidi territoriali che oltre alla formazione dei lavoratori e alla sicurezza sul lavoro possono essere rilevanti per una gestione più trasparente del mercato del lavoro, come prevede la L. 199/16, e non è più rinviabile l'istituzione, in tutte le province, delle Sezioni Territoriali della Rete per il lavoro agricolo di qualità. Per questo è necessario che tutte le istituzioni preposte si attivino immediatamente e dalle parole si passi alle azioni concrete".

I sindacati hanno affrontato durante gli interventi anche il tema della futura Pac e della gestione dei Psr: "Siamo preoccupati, perché servirà un lavoro politico importante per includere nella futura politica agricola comune e nella gestione dei Psr criteri di condizionalità sociali, che penalizzino le imprese che non rispettano le regole e non applicano i contratti. Ė un lavoro che va fatto a monte e incide non poco sui fenomeni di lavoro nero e sulle speculazioni delle agromafie".