Il Movimento Cinque Stelle resta (ancora) fuori dal Consiglio regionale: storia di una disfatta annunciata

aiello abbraccio di maiodi Walter Alberio - Forse per il professore Francesco Aiello era difficile fare più di così. Nel momento storico più drammatico del Movimento Cinque Stelle, il candidato della coalizione pentastellata si ferma al 7% in Calabria, tallonato dall'outsider ed ex capo della protezione civile regionale Carlo Tansi.

La corsa di Aiello non era partita sotto i migliori auspici, considerando alcuni fattori. A partire dal voto degli attivisti su Rousseau, che aveva fatto registrare una spaccatura sul nome del docente universitario, pur approvando (di poco) la candidatura. Ai mal di pancia dei parlamentari calabresi, con Dalila Nesci in testa, è seguito il "fuoco amico" del presidente dell'Antimafia Nicola Morra che ha definito inaccettabile la candidatura di Aiello, per via di una parentela di Aiello con un boss mafioso ucciso anni fa (leggi qui). Pochi giorni dopo il comizio a Lamezia e alle porte delle Regionali sono poi arrivate le dimissioni di Luigi Di Maio da capo politico dei cinquestelle.

La coalizione pentastellata è andata così a sbattere contro la soglia di sbarramento dell'8%, fermandosi al 7,3%. Fallisce anche l'esperimento inedito dell'alleanza civica. La lista "Liberi di Cambiare – Calabria Civica" ha infatti raccolto 8mila 554 voti, appena l'1,10%. Un risultato clamoroso considerato il dominio nei collegi calabresi alle Politiche 2018 e la buona affermazione alle Europee. 

Il risultato peggiore si registra in provincia di Reggio Calabria e in quella di Vibo Valentia, dove Aiello raccoglie rispettivamente il 5,62% e il 4,87%. Aiello sale in doppia cifra invece nella provincia di Crotone, ottenendo l'11,88% (oltre il 9% la lista cinquestelle).