‘Ndrangheta e voto di scambio, l’ex governatore Viérin “incontrò boss del ‘locale’ di Aosta”

vierin laurenIl 4 maggio 2018 l'allora "presidente della Regione autonoma Valle d'Aosta" Laurent Viérin "nonche' prefetto in carica, ha incontrato uno degli esponenti di vertice del 'locale' di Aosta", Roberto Di Donato, "presso l'abitazione di Alessandro Giachino" ad Aymavilles. Lo scrivono i carabinieri del Reparto operativo del Gruppo Aosta nell'annotazione dell'inchiesta Egomnia sulle elezioni regionali del 2018. L'incontro a fini elettorali, documentato dagli investigatori con fotografie, e' durato un'ora circa.

"Gli effetti", scrivono i militari, "si vedono gia' il 12 maggio quando presso il bar 'Nord', sito nel quartiere Cogne di Aosta, ovvero quello a maggior densita' di calabresi, viene organizzato un aperitivo in favore di Laurent Viérin al chiaro scopo elettorale". Tre giorni dopo si verifica "la mancata presentazione di Giachino e Roberto Alex Di Donato al pranzo con Viérin" che per quanto avvenuto "si lamenta" con un collega di lavoro di Giachino. "Da una telefonata" del 15 maggio tra Alessandro Giachino e Deborah Camaschella, ex sindaco di Valtournenche e candidata alle scorse regionali, secondo gli investigatori, "si ha il riscontro dell'avvenuto accordo tra Laurent Viérin e il locale, cioe' la richiesta del politico di voti, per lui e i candidati della sua lista, e la seguente approvazione del sodalizio criminale che ha concordato e approvato i candidati da supportare, stabilendo anche i voti da attribuire". In dettaglio, "Viérin avrebbe dato il proprio consenso alla dazione di voti in favore della Camaschella e per questo motivo Giachino promette alla donna 30 preferenze".
"Il sostegno elettorale del 'locale'" a Renzo Testolin, Laurent Vie'rin, Luca Bianchi, Marco Sorbara, Stefano Borrello, Antonio Fosson e Augusto Rollandin "non è stato a titolo gratuito" scrivono i carabinieri del Reparto operativo del Gruppo Aosta nella annotazione. Il sostegno, secondo gli investigatori, e' infatti "stato finalizzato ad ottenere posti di lavoro, ovvero agevolazioni in pratiche amministrative sia per gli affiliati che per i soggetti vicini al sodalizio, ovvero ancora, e questo e' il caso della Carcea, per puntare alla carica di sindaco di Saint-Pierre alle prossime elezioni amministrative del 2020". Monica Carcea, ex assessore comunale di Saint-Pierre alla Programmazione, finanze e patrimonio, e' agli arresti domiciliari accusata di concorso esterno in associazione mafiosa.

"Respingo con forza e con tutto me stesso qualsiasi tipo di collegamento o insinuazione rispetto a certo mondi a me completamente lontani, in particolar modo con quella che oggi viene definita la locale, distante anni luce dai miei valori e ideali di una vita. Appartengo ad un mondo di valori, cultura e ideali che nulla hanno a che vedere con cio' che e' illegalita'". Lo scrive in una nota l'assessore regionale Laurent Viérin, il cui nome compare nella notazione dei carabinieri relativa all'indagine Egomnia sul condizionamento da parte della 'ndrangheta delle elezioni regionali 2018 in Valle d'Aosta. "Rigetto - aggiunge - qualsiasi tipo di insinuazione rispetto a collegamenti con mondi che neppure conosco e a me distanti. Conoscere o magari anche solo parlare con persone che non puoi immaginare essere collegate a certe realta' non significa di certo farne parte e mettero' in campo tutte le azioni per dimostrare la mia estraneita' a mondi che rifiuto e per tutelare il mio onore, i miei valori e i miei ideali".