Oliverio: "Io sono nel Pd, commissario non è Padreterno"

oliverioarrabbiato17set"Il commissario non e' il Padreterno. Oliverio e' nel Pd. Non e' Oliverio che si pone fuori dal partito ma e' il commissario che vuole sottrarre il Pd ai calabresi. Il che e' una cosa un po' diversa" Lo ha detto Mario Oliverio, presidente della Regione Calabria, parlando con i giornalisti a margine di un'iniziativa politica a Catanzaro. Ieri, il Commissario del Pd della Calabria, Stefano Graziano, aveva sostenuto che "bisogna andare oltre Oliverio e cercare per la presidenza della Regione un candidato civico per cambiare la Calabria". "Io non solo sono iscritto al Pd - ha aggiunto Oliverio - ma ho una storia e la rivendico. Mi dispiace che qualcuno abbia interpretato o fatto interpretare, come ha detto il commissario, che Oliverio sia fuori dal Pd. Il partito e' regolato da uno Statuto. Ritengo che le regole valgano sempre anche quando ci sono i commissari ma, soprattutto, ritengo scorretto e irrispettoso nei confronti di migliaia di iscritti e militanti pensare che un commissario mandato da Roma possa fare affermazioni come quelle che sono state fatte".

"Se ci sono altre candidature, si mettano in campo e si valutano, fino ad ora - ha proseguito Oliverio - non ho visto altre candidature". Oliverio ha quindi aggiunto: "Sto lavorando alle liste, certo, sto coinvolgendo la comunita' calabrese, sto andando in giro in largo e in lungo, tutto il mese di agosto, non sono stato ad alambiccarmi il cervello per stare sui giornali e fare i salamelecchi, ma - ha osservato il presidente della Regione - ho preferito a stare in rapporto con le comunita' e sto continuano a girare il largo e in lungo, con una partecipazione larghissima come si puo' vedere qui a Catanzaro".

"Le alleanze si costruiscono non dall'automatico trasferimento degli accordi dal centro alla periferia ma partendo dai bisogni reali della societa'".

"E' stato un fatto positivo - ha aggiunto Oliverio - che il Governo nazionale si facesse per contrastare la deriva della destra sovranista. Ora pero' la sfida si gioca sulle risposte che si e' in grado di dare ai bisogni del Sud e della Calabria".

Un passaggio anche sulla scissione dal Pd decisa da Renzi.

"L'iniziativa di Renzi si annunciava da tempo, covava nel ventre di questa parte del Pd da tempo, Renzi non ha fatto altro che esplicitare quello che gia' da tempo si parlava, non credo che il suo annuncio sia una sorpresa".

"Chiaramente - ha evidenziato Oliverio - bisognera' capire quali sono i contenuti, quale sara' il progetto che Renzi intende porre a base di questa sua iniziativa. Io ritengo che il centrosinistra, quello che si e' espresso nel corso di questi anni, debba tenere l'unita' e la bussola dell'unita'. Le alleanze sono un'altra cosa; guai a pensare che un'alleanza possa sostituire la coesione di un campo, perche' poi ci si troverebbe non con sorprese ma con risultati amari. Noi - ha sostenuto il governatore - abbiamo bisogno di evitare le ubriacature delle stagioni, a seconda di come si presentino, e anche evitare di rincorrere i populismi". Secondo Oliverio "dobbiamo contrastare la destra ma la destra si contrasta con un progetto di alleanza chiaro, e soprattutto si contrasta se vengono risposte. E' giusto che il governo nazionale si facesse, per contrastare la deriva della destra e la deriva sovranista. Ma ora la sfida vera sono le risposte che si sara' in grado di dare ai bisogni del societa' italiane soprattutto del Sud e della Calabria, perche' - ha spiegato il presidente della Regione - e' su questo terreno che si vince o si perde per contrastare la destra. E' su questo terreno che bisogna misurarsi e non sulle alchimie. E anche le alleanze devono essere il frutto di processi ne della convergenza su contenuti e obiettivi e sulla capacita' di dare risposte ai problemi. Altrimenti - ha poi affermato Oliverio - passera' poco tempo prima che le derive, ancora piu' aggravate, di una destra sempre in agguato potrebbero far pagare prezzi salati all'Italia e alla Calabria".

"Vedo che ci sono rincorse ai Cinque Stelle e poi ci sono risposte, da quella parte, che sono davvero offensive. A partire da questo signore che e' alla guida della Commissione parlamentare antimafia che si permette di fare il moralista e di dare lezioni di etica e morale senza guardarsi allo specchio. Magari facendosi anche scudo della funzione che riveste".

"Ritengo, invece - ha aggiunto Oliverio - che dovrebbe dare un maggiore peso alle parole che pronuncia. A mio avviso infatti una delle questioni che noi abbiamo davanti e' proprio quella di difendere l'autonomia della politica, contrastando la criminalita' e l'illegalita' ma non diventando una succursale dei palazzi di giustizia".