Crisi di governo, Minniti: “Pd valuti asse con M5S, ma non si può avere paura del voto”

Minniti Marco nuova  1"L'arbitro della crisi e' il presidente della Repubblica, e lui valutera'. Se riterra' che ci sono le condizioni non per un accordo di basso profilo, tra due perdenti, ma per un accordo piu' ampio, di legislatura, il Pd ha il dovere di valutarlo nella maniera piu' aperta possibile, manifestando un senso forte di responsabilita', che d'altro canto e' scritto nel DNA del partito". Lo dice Marco Minniti, deputato dem ed ex ministro dell'interno, a Circo Massimo, su Radio Capital. "Se mettiamo le cose in ordine", aggiunge Minniti, "comprendiamo che non c'e' un destino gia' scritto, e rendiamo evidente che, se si parla con un linguaggio di verita' al popolo italiano, la partita non solo non e' perduta, ma si puo' giocare con giuste possibilita' di poterla anche vincere".

E l'esito di eventuali elezioni, secondo l'ex ministro, non e' scontato: "Se c'e' una partita democratica, di modello democratico, in discussione, l'opposizione non deve dimostrare nemmeno per un attimo di avere paura del voto. Se di fronte a una sfida democratica uno si dimostra impaurito nel rapporto con il popolo rischia di non farcela. Per questo bisogna escludere categoricamente qualunque scorciatoia, qualunque idea di resistenza parlamentare, cioe' ci chiudiamo nell'aula del Parlamento e ignoriamo il Paese, perche' quello sarebbe vento nelle vele dei nazionalpopulisti. Quindi nessuna scorciatoia, nessun sotterfugio. Salvini non e' imbattibile, perche' non penso che abbia con se' la maggioranza degli italiani. Se viene messa chiaramente la posta in gioco in palio, si puo' rovesciare il meccanismo. Salvini ha detto che vuole un referendum sulla sua persona, e l'Italia non ha mai premiato i referendum sulle singole persone". Minniti poi definisce Matteo Renzi "una risorsa importante. Ma – aggiunge il politico reggino - c'e' un punto che ritengo fondamentale: nei momenti difficili nessuno di noi deve evocare l'idea di una rottura, ne' direttamente ne' indirettamente, perche' cosi' si indebolisce tutto il senso della partita".