Ust Cisl Magna Graecia: "No all'accorpamento delle Camere di Commercio di Vibo e Crotone"

"No all'accorpamento delle Camere di Commercio di Vibo e Crotone". Si alza forte il grido d'allarme del Segretario Generale della UST CISL Magna Graecia, Francesco Mingrone, rispetto all'ipotesi che prende piede, di fusione degli Enti camerali e all'istituzione del tavolo tecnico presso il Mise.

"La condizione delle imprese aventi sede nel territorio di Vibo Valentia e Crotone è molto delicata. E far venir meno un sostegno diretto e concreto come le Camere di Commercio – ha detto Mingrone – sarebbe un grave danno".
"L'attività portata avanti dalle CCIAA – guidate da Alfio Pugliese e Sebastiano Caffo – è sotto gli occhi tutti. E rappresenta un fiore all'occhiello del sistema economico calabrese. Non è possibile pensare che due città importanti, come Crotone e Vibo Valentia, possano perdere uno dei suoi principali punti di riferimento nella promozione del territorio e nel sostegno alle imprese. Si tratta di eccellenze calabresi che meritano di essere salvaguardate in quanto fulcro e punto di riferimento di una attività dinamica, rivolta con intelligenza alle esigenze e alle istanze provenienti dal territorio".
"Accorpare o fondere enti così sussidiari in territori così delicati e strategici – prosegue Mingrone - potrebbe creare un vulnus molto profondo. Le Camere di Commercio rivestono un ruolo fondamentale a tutela delle imprese e delle specificità territoriali di ciascun ente camerale, per il contesto provinciale di riferimento, per uno sviluppo sostenibile e competitivo".
Altri due elementi che il segretario generale della UST CISL Magna Graecia, Francesco Mingrone vuole mettere in rilievo nel dibattito che si sta sviluppando sull'argomento. "Non ci tranquillizza la circostanza che non verrebbero meno le funzioni in capo agli enti accorpati proprio perché, in virtù della già richiamata, e risaputa, peculiarità del territorio Crotonese e Vibonese, che per questioni di spazio si omette di ribadire, ogni funzione e potere decisionale che si allontana dal territorio determina effetti nefasti irreversibili proprio perché la conoscenza e vicinanza alle varie istanze di imprese e cittadini, nonché la reale consapevolezza degli stessi, ha rappresentato storicamente, e rappresenta ancora, il vero valore aggiunto per la realizzazione di modelli virtuosi ed all'avanguardia. A prova del contrario basterebbe dare uno sguardo agli enti, anche dello stato, che sono stati accorpati o alla perdita di funzioni quali le Province. Non esiste riforma che possa essere efficace e/o equa per i diversi contesti territoriali e, non bisogna dimenticare quanto importante sia nella valutazione di simili scelte la tutela del livello occupazionale. Come CISL siamo e saremo impegnati in prima linea affinchè l'assetto lavorativo di ciascun Ente non subisca riflessi negativi da questi procedimenti. Garantire la dignità del lavoro e tutelare i livelli occupazionali sarà un punto fermo nella nostra azione, anche, rispetto agli Enti camerali.
L'auspicio, manifestato da Mingrone, è, a questo punto, quello di essere ascoltati ai più alti livelli istituzionali al fine di individuare possibili soluzioni alternative. E' arrivato il momento di fare sintesi per difendere delle realtà che sono, oggettivamente, virtuose".