Pedà a Cotticelli: "Priorità dare ossigeno ai pronto soccorso calabresi"

"A fronte dello smantellamento della rete ospedaliera che, ad oggi, si presenta gravemente ridimensionata nella qualità e nel numero dei posti letto, diventa improcrastinabile il riordino urgente di quella territoriale assistenziale per la presa in carico delle persone affette da patologie cronico-degenerative". Sono le parole del consigliere regionale Giuseppe Pedà, componente della III Commissione Sanità, nel richiamare l'attenzione del presidente Oliverio affinché intervenga direttamente presso le Asp, coinvolgendo i direttori di distretto, per sbloccare con urgenza la procedura di applicazione e organizzazione delle nuove forme associative UCCP (Unità complesse di cure primarie) e AFT (Aggregazione funzionale territoriale) che consentirebbero di supportare tutti gli obiettivi di salute previsti dalla Regione stessa. A tal proposito, Pedà ha scritto anche al Commissario ad Acta, generale Cotticelli, chiedendo un suo intervento in modo che siano attivate nel più breve tempo possibile le procedure di attuazione necessarie, con la partecipazione delle Unità e degli organi preposti nella costituzione delle UCCP e AFT, quali strumenti essenziali alla realizzazione di efficaci reti territoriali assistenziali. Le AFT, sono infatti ambulatori integrati di medici di medicina generale (MMG), quindi il medico di famiglia e la guardia medica, aperti 7 giorni su 7, che collaborano per garantire come in un ospedale un'assistenza h24 in tutti quei casi in cui non è necessario l'intervento del pronto soccorso. L'UCCP è invece una struttura più complessa che raccoglie in sé più AFT. Pedàevidenzia come la loro realizzazione, alla quale non si è ancora provveduto a dare corso, nonostante le note inviate alle ASP dal Dipartimento Salute, servirebbe soprattutto "a dare ossigeno ai Pronto Soccorso distribuiti su tutto il territorio calabrese, ormaisoffocati dalla pressoché totale incapacità -vuoi per la ben nota carenza di personale, vuoi per deficit strutturali di vario genere- di far fronte alle innumerevoli richieste di assistenza che, in molti casi, ben potrebbero essere assolte ricorrendo a strutture più snelle e operative, di fatto più vicine all'utenza anche per il rapporto fiduciario che ne starebbe alla base". La conseguenza più evidente di tale mancato adeguamento è il 60% annuo di accessi al Pronto Soccorso che potrebbero essere seguiti dai medici di medicina generale e 30 su 1000 di ricoveri ospedalieri all'anno che ben potrebbero essere evitati. "Alla luce di tali importanti dati e considerazioni -continua Pedà- appare evidente come la "presa in carico" del paziente nelle UCCP, finanziate con fondi ministeriali, a ciò finalizzati sin dal 2011, debba essere una priorità, in quanto l'UCCP rappresenta, di fatto, un luogo di integrazione multiprofessionale degli MMG, che con i medici ospedalieri darebbero vita ai cosiddetti "Percorsi Diagnostici Terapeutici Assistenziali" (PDTA), così che nessun paziente, soprattutto cronico con situazioni di fragilità e non autosufficienza, rimanga indietro". In particolare, nella provincia di Reggio Calabria, da mesi sono già pronte a partire a Gioia Tauro e a Reggio Calabria due UCCP, ma ancora oggi non si è provveduto a dare corso alle procedure di attivazione di queste nuove forme associative, previste nell'accordo ponte della medicina generale, e i pazienti cronici che non possono accedere alle cure finiscono con l'intasare i Pronto Soccorso dei pochi ospedali rimasti aperti e che non riescono a soddisfare la domanda dell'utenza. Nella lettera inviata al generale Cotticelli, Pedà rimarca che le malattie croniche assorbono circa il 78% dell'intera spesa sanitaria e che la Calabria è la regione che ha la più alta percentuale di abitanti con almeno due patologie croniche (il 23,8%): "a queste persone -sottolinea l'esponente politico-dobbiamo dare subito attenzione con lo sviluppo di "Reti Territoriali Assistenziali" i cui nodi virtuosi sono proprio le "Strutture Territoriali Sanitarie Intermedie" come le UCCP e le AFT". Evidenziando infine la necessità che siano predisposti adeguati interventi al fine di garantirne la distribuzione omogenea sul territorio calabrese evitando così "che particolari fasce di utenza, per situazioni legate al territorio specifico di appartenenza, alla distanza da centri urbani di proporzioni più consistenti, rimangano, di fatto, escluse da questa opportunità, dovendo ancora far capo alle strutture ospedaliere come unico punto di riferimento, con tutti i disagi e le difficoltà che, ad oggi, sussistono". Al riguarda, Pedà ha auspicato un intervento incisivo e mirato da parte di Cotticelli "affinché la Rete di "Strutture Territoriali Sanitarie Intermedie" divenga realtà anche negli agglomerati urbani di minore consistenza o distanti, geograficamente, dai Presidi Ospedalieri "ufficiali": ciò al fine di garantire ad ogni cittadino calabrese il sacrosanto diritto alla salute".