Caos procure, Luca Lotti si autosospende dal Pd

Lotti Luca 500Luca Lotti si autosospende dal Pd. L'ex ministro annuncia la propria decisione su Facebook, rivolgendosi al segretario Nicola Zingaretti: "Ti comunico dunque la mia autosospensione dal Pd fino a quando questa vicenda non sarà chiarita. Lo faccio non perché qualche moralista senza morale oggi ha chiesto un mio passo indietro. No. Lo faccio per il rispetto e l'affetto che provo verso gli iscritti del Pd, cui voglio bene e perché voglio dimostrare loro di non avere niente da nascondere e nessuna paura di attendere la verità".

"Io strategicamente vi darei il suggerimento di chiudere tra il 27, 28 e 29". "Si vira su Viola, si' ragazzi". Si e' difeso sostenendo di aver espresso soltanto "libere opinioni" e di "non aver mai realizzato dossier o fatto pressioni" nell'incontro notturno del 9 maggio scorso, alla presenza del pm Luca Palamara, del collega di partito Cosimo Ferri e di cinque togati del Csm. Eppure quelle frasi, captate dalla procura di Perugia e finite nell'ampia documentazione trasmessa per competenza al Csm, sembrano attribuire un ruolo attivo dell'ex ministro dello Sport Luca Lotti, oggi dimessosi dal Pd, nelle manovre che puntavano a rimuovere il procuratore di Firenze, Giuseppe Creazzo, che ha messo sotto inchiesta i genitori dell'ex premier Renzi, e a scegliere un magistrato 'ad hoc' al posto del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone andato in pensione poco piu' di un mese fa. E su Roma Lotti, gia' sottosegretario di Renzi, ha un interesse personale: rischia di finire sotto processo per il caso Consip: e' accusato di favoreggiamento per aver rivelato l'inchiesta a Luigi Marroni, ex amministratore delegato dell'azienda che gestisce gli appalti pubblici. Lotti fu iscritto sul registro degli indagati il 21 dicembre del 2016, il giorno dopo l'audizione, davanti ai pm di Napoli, dello stesso Marroni, che aveva ammesso di aver saputo dall'allora ministro dell'indagine aperta dalla procura partenopea.

Al centro della vicenda l'incontro notturno del 9 maggio scorso tra Palamara, cinque togati del Csm, Lotti e l'altro deputato Pd Cosimo Ferri, dove "sono state delineate ed approfondite - si legge nell'atto del pg - le eventuali ragioni ostative alla nomina di alcuni dei candidati, asseritamente derivanti da un processo concernente Viola (attuale pg di appello a Firenze, uscito dalla commissione per gli incarichi direttivi con 4 voti, ndr) in corso a Caltanissetta. Inoltre, "erano delineate e affrontate, anche al fine di una loro enfatizzazione, vicende che concernerebbero" Giuseppe Creazzo (procuratore di Firenze, votato da un solo consigliere al pari del terzo candidato, Francesco Lo Voi, capo della procura di Palermo, ndr), "ipoteticamente ostative alla designazione ". Nel corso di queste conversazioni, "era altresi' prefigurata una strategia di danneggiamento di Creazzo". E ancora: "con comportamento gravemente scorretto nei confronti dei magistrati partecipanti al citato concorso, nel corso dell'incontro del 9 maggio scorso, erano anche prefigurate strategie volte a ottenere che il profilo professionale del candidato sostenuto dai consiglieri presenti alla riunione fosse, ai fini della nomina stessa, il migliore possibile".