Europee, Cgil: "Un voto per l'Europa della solidarietà e dei diritti"

"Il 26 maggio si vota per le Elezioni Europee.
L'Europa ha necessità di riprendere la sua dimensione originaria, ancorata ed ispirata a quell'Europa dei Popoli dei padri fondatori come Altiero Spinelli, Jean Monnet, capace oggi di ricostruire l'uguaglianza sociale ed economica, attraverso una visione e un campo largo che metta insieme le forze politiche democratiche, quelle sociali, associative, che vanno anche oltre la sola appartenenza partitica, per contrastare e battere i nuovi fascismi, le politiche xenofobe e razziste del patto di Visegrad, di Orban, di Salvini, Le Pen, politiche pericolose per la sopravvivenza dell'Unione Europea.
Un'Europa democratica che è riuscita in questi anni di vita dell'unione a garantire la PACE, nonostante politiche piegate al capitale e alla finanza, di austerità e disuguaglianze, che hanno creato rancore e rabbia, alimentando un clima anti-europeista, sovranista, nazionalista". Ad affermarlo Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria.

"Un'Europa così, necessita da subito di un processo di riforme. Servono politiche economiche e sociali che mettano al centro le persone, politiche di espansione e crescita, che producano lavoro e sviluppo, che rivedano i rapporti deficit-pil e che trasformino le politiche di austerità a trazione tedesca con politiche di cooperazione ed investimenti sul capitale umano e sull'innovazione.
Un'Europa delle uguaglianze, che uniformi i sistemi delle tutele e delle protezioni sociali, dei contratti di lavoro. Le delocalizzazioni hanno penalizzato fortemente le regioni del Sud come la Calabria. Il sistema di incentivazioni dei nuovi stati membri non sono stati sufficientemente monitorati, ciò ha prodotto dumping e concorrenza al ribasso dei sistemi produttivi, per imprese e lavoro. Abbiamo assistito in alcuni casi a delocalizzazioni selvaggie, orientate dai mercati e dagli incentivi nei Paesi dove venivano, di volta in volta, allocati gli interventi al ribasso, producendo lavoro povero e precariato.
Per questo è necessario rideterminare le politiche di spesa dei fondi europei e dei piani operativi, con un piano straordinario di investimenti per lo sviluppo e le infrastrutture europee, con un ruolo attivo delle parti sociali e della Ces nella fase di elaborazione del piano, da fare prima con gli stati membri.
Riconciliare l'Europa economica e quella sociale con la cancellazione del fiscal compact e scorporare dal deficit la spesa per il rilancio dell'economia, riformare le istituzioni economiche e puntare sulla carta europea dei diritti del lavoro è fondamentale.
Serve un'Europa unita del Lavoro, contro i nuovi fascismi, la xenofobia e il razzismo, per questo è necessario che anche la Calabria faccia la sua parte per il voto del 26 maggio, per l'Europa della solidarietà e l'uguaglianza dei popoli".