Sanità, parla Siclari (FI): "La montagna ha partorito il topolino"

siclari200419Il Senatore di Forza Italia Marco Siclari ha tenuto stamattina, all'interno della Sala "Giuditta Levato" del Consiglio Regionale, una conferenza stampa sul tema della sanità, a pochi giorni dal CdM tenuto a Reggio proprio sul settore sanitario.

"Siamo qui a distanza di poco più di 12 mesi dalle elezioni, e soltanto a 10 mesi di insediamento e soprattutto siamo qui dopo un intensissimo lavoro sulla sanità che ho svolto in Senato" dice il Senatore che snocciola tutta una serie di dati riguardanti comunicati stampa effettuati sul tema, interrogazioni parlamentari e audizioni in Commissione Sanità.

"Sono soddisfatto, in minima parte, ma sono contento da medico prima e calabrese dopo perché questo lavoro che ho perseguito con costanza in Senato come mai fatto da nessun parlamentare calabresedi qualunque partito per il diritto alla salute, ha determinato o sicuramente contribuito a portare l'attenzione delle tv nazionali le iene e striscia la notizia che ringrazio a nome dei calabresi per aver portato a conoscenza con le immagini quanto ho denunciato (gli ascensori rotti a Locri ecc ecc) ed ha costretto il Governo a dichiarare l'emergenza sanitaria in Calabria.
Poi rivela alcune novità sui prossimi lavori in Commissione al Senato
"Il lavoro in commissione Salute per la nostra regione calabria non è finito qui: ho ottenuto il parere favorevole della commissione per portare in audizione il Responsabile del 118 in Calabria, già accordata con tutta la commissione salute per capire come funzione il sevizio delle ambulanze da noi è quali problemi abbiamo e come risolverlo".

Sul Decreto Calabria è laconico: "La montagna ha partorito il topolino".

"Non parlano – dice - di come faranno a ripianare il debito, a migliorare l'assistenza sanitaria, a migliorare l'organico ridotto all'osso, a migliorare l'edilizia ospedaliera che è fondamentale negli ospedali calabresi (abbiamo strutture senza agibilità e improponibili in alcune zone). Non dicono come faranno rispettare il piano di rientro (non è riuscito nessun commissario), perché dovrebbero ammettere ulteriori tagli all'assistenza sanitaria che porteranno un aumento del numero di calabresi che si cureranno fuori Calabria. Hanno pensato solo a come nominare nuovi direttori generali e commissari come oramai siamo già abituati da anni Calabria".
Ciò produrrebbe solo certezze negative: aumenti delle tariffe, migrazione sanitaria e commissariamento per almeno altri dieci anni.
Per questo propone un decreto salva-Calabria alternativo.

"Lo Stato – continua – deve accollarsi il debito perché c'è la responsabilità anche dello Stato che con il commissario ha creato l'emergenza sanitaria, ha creato nuovo debito e soprattutto perché il tavolo tecnico dell'Agenas non si è accorto che mancano i bilanci dal 2012 da 6 anni".
Un decreto che il Governo dovrebbe applicare subito per mostrare la volontà di voler davvero risolvere la situazione.
"Il mio prossimo Governatore – conclude – sarà quello che farà firmare al proprio partito il Patto per la Calabria, questo decreto attuale sere solo a colonizzare la sanità calabrese prima che il centrodestra vinca le elezioni".