Doppia preferenza di genere, Bevacqua (Pd): “Abbandonare l’Aula del Consiglio regionale è stato un errore”

"Quanto accaduto l'altro ieri in Consiglio regionale, determinando la sospensione della seduta dopo la mancata approvazione di una sentita proposta legislativa, dovrebbe farci riflettere sui doveri e sulle responsabilita' derivanti dalla funzione che rivestiamo". Lo sostiene, in una dichiarazione, il consigliere regionale Domenico Bevacqua. "Ho riflettuto sul fatto se rendere pubblica o meno - aggiunge - questa mia posizione, volendo evitare possibili strumentalizzazioni o incomprensioni. Ma continua per me ad essere difficile comprendere la decisione di abbandonare l'aula subito dopo l'esito del voto. Non metto in dubbio l'importanza del testo che e' stato bocciato e la sua valenza anche simbolica: dico, pero', che erano all'ordine del giorno altri 13 punti da discutere, alcuni dei quali di rilevanza non certo secondaria. A titolo esemplificativo, voglio ricordare l'approvazione della legge (di cui sono relatore) che regola e agevola l'autorecupero del patrimonio immobiliare pubblico, offrendo una concreta opportunita' alla soluzione dell'emergenza abitativa, nel rispetto del principio del consumo di suolo zero. Cosi' come il richiamo in aula, sollecitato anche dal presidente Irto, delle modifiche alla Legge urbanistica, necessarie per superare le difficolta' riscontrate in sede di applicazione e segnalate con urgenza, sia dai sindaci che dagli Ordini professionali: in riferimento, soprattutto, alle difficolta' che si segnalano da parte delle Sovrintendenze. Si aggiunga la definizione del referendum per l'istituzione del nuovo Comune di San Marco Cervicati: un provvedimento da lungo tempo atteso, la cui mancata approvazione delude e mortifica legittime aspettative dei territori interessati".

"Come e' chiaro da questa breve elencazione - dice ancora Bevacqua - si tratta di misure che vanno a impattare in maniera importante su territori, comunita' e cittadini, i quali tutti hanno diritto a che l'organo legislativo svolga in maniera responsabile e coscienziosa il ruolo che gli compete. I calabresi non possono continuare ad assistere alle solite liturgie e ai soliti teatrini della politica, dei quali farebbero volentieri a meno. Nessuna difficolta' interna alla dialettica fra maggioranza e opposizione puo' giustificare la perdita di vista dei nostri doveri". "Ecco perche' - conclude il consigliere regionale - io sono rimasto seduto al mio posto, perche' su quello scranno io siedo in rappresentanza dei miei conterranei e, a loro nome, mi auguro che la convocazione della prossima seduta sia il piu' rapida possibile e non si verifichino ulteriori intoppi".