Cyberbullismo, Corecom: "Sviluppati 12 progetti utilizzo rete"

Sono 12 i progetti che il Corecom, Comitato regionale per le Comunicazioni ha sviluppato in Calabria, nel 2018, con oltre 1100 ore di formazione e il coinvolgimento di dodici scuole di tutte le cinque province calabresi e 1800 famiglie della regione.

Sono i dati illustrati da Frank Santacroce, componente del Comitato, assieme a Massimiliano Cileone e al presidente Giuseppe Rotta, resi noti nel corso del convegno "Webeducation e Webreputation - Educare all'uso della rete per prevenire fenomeni di cyberbullismo e linguaggio di odio", organizzato dal Consiglio regionale della Calabria, dal Corecom Calabria e dall'AgCom, l'Autorita' per le garanzie nelle comunicazioni. All'appuntamento, che si protrarra' per l'intera giornata nell'auditorium "Nicola Calipari" di "Palazzo Campanella", studiosi, esperti ed ospiti internazionali si confronteranno su un tema sul quale l'Italia puo' dirsi all'avanguardia in Europa, avendo emanato, per prima, una legge, la n. 71 del 2017, recante "Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo". Nel pomeriggio un workshop si occupera' dell'esperienza tunisina, grazie alla partecipazione dell'Unione generale tunisina del lavoro, organizzazione che ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace nel 2015, rappresentata dal segretario generale Hajri Mohamed-Sabeur e dal segretario generale aggiunto, Ymna Aouadi, entrambi accolti a Reggio dal Console onorario di Tunisia in calabria Agostino Siviglia.

"Ritengo molto importante che il Corecom abbia scelto oggi di discutere su un tema cosi' delicato - ha detto il presidente del Consiglio regionale Nicola Irto - e credo che i contributi odierni possano aiutare a mettere a fuoco le opportunita' che nascono dalla rete. Oggi ci troviamo davanti a una lunga, variegata e sempre piu' preoccupante serie di episodi. Secondo i dati Istat, il fenomeno del bullismo e del cyberbullismo vede vittima un adolescente su due. Sono numeri allarmanti, complicati e sono numeri che innanzitutto ci devono fare riflettere perche' l'attivita' che noi stiamo svolgendo, e non e' la prima, e per questo ringrazio il Corecom, ci consente di poter discutere anche e soprattutto con i piu' giovani calabresi, e con gli stessi calabresi, affinche' si possa avere piena contezza e si possano creare quelle coscienze civiche e critiche attraverso cui capire di quale educazione, di quale educazione civica 2.0, oggi la nostra la nostra societa' ha bisogno". "C'e' bisogno di una massiccia azione culturale - ha aggiunto il presidente Irto - e stiamo intervenendo. Oltre cinquemila studenti sono stati, lo scorso anno, in Consiglio regionale. Puntiamo ad aumentare questo numero nel 2019 affinche' i giovani calabresi possano non solo visitare il luogo in cui si approvano le leggi, ma anche e soprattutto offrire il Consiglio come luogo di dibattito come quello di oggi". "Questa giornata e' la sintesi di un percorso - ha spiegato il presidente del Corecom, Rotta - che riassume tutte le iniziative che abbiamo fatto in tutto il territorio regionale, con quasi tutte le scuole della Regione, in collaborazione con il Tribunale dei Minori, l'Ufficio scolastico regionale e le associazioni che si occupano di cooperazione e di educazione nelle scuole, unendo al fenomeno del cyberbullismo quello del linguaggio di odio che scaturisce, come vediamo, soprattutto sui social network". "E' nostro dovere formare dei cittadini digitali consapevoli - ha sostenuto l'ex senatrice Elena Ferrara, oggi responsabile dell'Ufficio scolastico regionale del Piemonte - puntando all'educazione formazione generale del cittadino, sulla base del rispetto, di quelle che sono le liberta' individuali. L'Italia si e' mossa sapendo di essere un po' come 'Davide e Golia' nei confronti delle grandi aziende digitali. Ma assieme ai Corecom, al Garante della privacy nazionale e alle tante forze che si sono alleate, a cominciare dai ragazzi, che stanno cominciando a capire quanto sia utile un uso consapevole della 'rete', stiamo facendo grandi passi in avanti. Finalmente anche i ragazzi ed i giovani si sentono considerati all'interno di questo regolamento. Ma oltre alla loro tutela, devono essere soprattutto loro i promotori della loro sicurezza in rete perche' da li', da questo esercizio di responsabilita' e di consapevolezza, nasce anche la prossima societa' digitale di cui loro sono e saranno sempre piu' in futuro gli esploratori e i protagonisti". Tra i relatori anche Mario Morcellini, docente universitario all'universita' "La Sapienza" nonche' consigliere AgCom. "Le nuove tecnologie - ha affermato - impongono domande molto radicali. Noi crediamo di capire e vedere le conseguenze dell'era digitale, ma in realta' gli strumenti della ricerca che in genere ci aiutavano a penetrare nei bisogni formativi, nelle domande di realizzazione individuale, con generazioni cosi' iperstimolate, e anche per molti versi cosi' lasciate sole, ma si tratta di un contesto ancora complicato per tutte le scienze sociali. E' necessario un maggiore ruolo della conoscenza e del sapere. Solo la conoscenza puo' dirci come ridurre le distanze con i ragazzi. Il senso della giornata di oggi, se posso dirlo, e' questo: come riuscire a ritornare a comunicare e a fare si' che gli occhi dei ragazzi guardino l'insegnante e non gli schermi del computer o del cellulare".