Continua la lotta all'interno del Pd. Cuda: "Cacciare Magorno grave errore". Quercia: "Chi pensa a progetti alternativi levi il disturbo"

PdbandiereNon si placano le polemiche e gli scontri all'interno del Pd calabrese tra coloro che sostengono la linea di Ernesto Magorno e quelli che, invece, continuano ad attaccare, l'ormai ex leader del partito in Calabria, che nelle ultime ore ha annunciato che non sosterrà Oliverio alle prossime elezioni regionali, preannunciando l'ipotesi di creare una lista alternativa.

"L'idea di voler mettere fuori dal Partito Democratico il Senatore Ernesto Magorno è assolutamente contraria allo spirito che dovrebbe animare la vita della nostra comunità." Così il segretario della federazione provinciale Pd di Catanzaro, Gianluca Cuda, che continua: "Le parole di Magorno aprono una discussione che non può che fare bene al Pd chiamato, nei prossimi mesi, a sfide importanti, da non fallire. Nei prossimi giorni ognuno liberamente esprimera' la propria opinione sul progetto che il pd calabrese dovrà mettere in campo per le prossime elezioni regionali. La speranza-conclude Cuda- è che non si arrivi a criminalizzare chi ha un'idea diversa, perché la pluralità di opinioni è essenziale per tutti."

"L'esternazione mediatica del senatore Ernesto Magorno ha avuto il merito di mettere i piedi nel piatto e di porre con franchezza ed in modo diretto una questione cruciale per il futuro politico del Partito Democratico in Calabria" afferma invece Carmine Quercia.

"Non c'è dubbio che un partito vivo e moderno ha il dovere di rispettare il pluralismo interno e di considerare le diverse opinioni come punti di forza per la costruzione di un progetto unitario.

C'è comunque da osservare che un partito ha pure l'obbligo di rispettare le regole e di evitare di mandare alle ortiche l'immagine del Partito.

C'è insomma un limite invalicabile costituito dalla necessità di intrecciare in modo virtuoso pluralismo e regole di convivenza interna.

Sino a quando il dibattito rimane dentro i binari della correttezza, tanto di cappello a chi esprime liberamente la propria opinione.

Il pericolo insito nella presa di posizione pubblica di Magorno è costituito dal fatto che chi lavora a coalizioni alternative a quelle che deciderà il Pd, di fatto si colloca fuori dal partito.

Mi permetto pertanto di ricordare a Magorno che è opportuno che faccia le battaglie nel partito, così come ci ha inviato a fare negli anni in cui ha svolto il segretario regionale.

Quello che è gravissimo ed inaccettabile è che Magorno abbia espressamente dichiarato che ove il partito dovesse decidere un percorso diverso da quello auspicato da lui non avrebbe esitazione a compiere altre scelte.

In questi casi, la correttezza vuole che chi è interessato a costruire solo progetti alternativi al Pd attraversi il rubicone e tolga il disturbo".