“Il marito la comprò in Calabria per 500 mila lire”

tribunale15apr"Quando aveva 14 anni e viveva in Calabria con la famiglia fu letteralmente comperata, per cinquecentomila lire, dall'uomo che, dopo averla portata in Piemonte, la prese in moglie e la costrinse a una vita durissima". E' il retroscena, cosi' come oggi e' stato raccontato della difesa in Corte di Assise d'Appello a Torino, del giallo di Paroldo (Cuneo), il ritrovamento del corpo senza vita di un pensionato di 78 anni, Severino Viora, in un noccioleto vicino casa. Per quella morte e' imputata la moglie, Assunta Casella, sessantenne, condannata in primo grado a 21 anni e 3 mesi. La donna, secondo quanto affermato dal suo legale, Marina Bisconti, fu acquistata dal suo futuro marito, che la maltrattava pesantemente e la costringeva anche a prostituirsi. Visconti ha sollevato dei dubbi sulla ricostruzione della pubblica accusa e sulle effettive responsabilita' della Casella nell'omicidio, ma anche chiesto che, nell'eventualita' di una condanna, all'imputata siano concesse le attenuanti generiche. Il procuratore generale Nicoletta Quaglino non si e' detta d'accordo e ha proposto l'ergastolo: "Fatti di 45 anni fa non giustificano le attenuanti". Secondo l'accusa Viora fu sedato con un sonnifero, lo Zolpidem, e quindi portato nel noccioleto.