[FOTOGALLERY] Regione Calabria, fine dell’era Pd+centrosinistra. C’è l’era civic-oliveriana che vorrebbe cominciare…

oliverioarrabbiato17setdi Mario Meliadò - Alla fine, al 'T Hotel' di Feroleto Antico – nel Catanzarese, lungo la '280' – è standing ovation: sindaci, sindacalisti, uomini di partito, elementi di questa o quella struttura speciale della Regione s'alzano tutti in piedi, ad applaudire il Governatore calabrese in carica e auspicando che il piddino Mario Oliverio diventi il primo Presidente della Regione Calabria mai rieletto.

....Oddio, 'piddino': se c'è una cosa apparsa incerta, e proprio sotto gli occhi di uomini-macchina del partito come Franco Pacenza o Leo Pangallo o Giuseppe Puccio o Nicola Gargano, è esattamente non diciamo l'appartenenza, ma neppure la certa riconducibilità dell'Oliverio 'di oggi' al Partito democratico, di Renzi o Zingaretti o Calenda che sia.

Certo, è vero pure che – come si maligna amabilmente e senza cattiveria con certi 'alti papaveri' del Pd – se il partito arrivasse a fine mese sopravvivendo a se stesso, e 'addirittura' con lo stesso nome di sempre, in qualche maniera già sarebbe una notizia...

Fuori dalla Sala congressi di questo elegante albergo, lo capiscono tutti. Dentro, ancor di più. Al punto che uno dei piddini più ricchi di storia e rappresentatività di tutta la Calabria, al Dispaccio.it non rilascia neppure un blando commento: è decisamente troppo presto, ti fa capire, 《questi stanno ancòra a giocare...》. Insomma, l'ovazione di decine e decine di amministratori (questa la vulgata) non può automaticamente essere tradotta nel consenso di partiti e coalizione; figurarsi, se può ipoteticamente tradursi nei suffragi di centinaia di migliaia di elettori calabresi...

Però, chi traccia un ragionamento di questa fattura scorda un dettaglio davvero non trascurabile: tutto questo lo sa anche Mario Oliverio.

Lo sa benissimo. Ed è per questo che nasce la riunione-autoconvocazione di stasera a Feroleto: perché bisogna fare la rivoluzione prima di dirlo. Perché, rigorosamente senza neanche nominarli...., occorre tumulare Pd e centrosinistra intesi quali ipoteticamente credibili protagonisti di una nuova sfida elettorale ai populismi che nei sondaggi hanno messo le ali da tempo, ma pure quali ipoteticamente credibili latori di un qualsivoglia patto programmatico. E serve invece delineare il possibile avvento di un'era nuova di zecca.

《Prima i calabresi!》, urla a squarciagola al microfono Oliverio, ché come controprogrammazione gli manca solo il monaco Barlaam a scalzare il profilo di Alberto da Giussano disegnato in certi loghi leghisti. E poi - a sentire gli umori di alcuni partecipanti -, quasi in una rincorsa a chi il populismo "ce l'ha più bello", dichiarazioni decoloranti che al confronto in tintoria son dilettanti: 《Bisogna mettere via le magliette di questo o di quell'altro colore... Adesso bisogna remare tutti dalla stessa parte, per il bene della Calabria!》. E poi, ancòra: 《Io non mi rivolgo a un partito, io mi rivolgo a tutti》.

Tutti chi? Tutti "tutti", farà capire ancor meglio il 'Lupo della Sila' in un'intervista che ilDispaccio.it vi propone a parte, con l'unica discriminante di un'indispensabile 《lotta senza quartiere alla criminalità organizzata》.