Reggio, alternanza scuola-lavoro, gli studenti del Liceo Classico “Tommaso Campanella all’Unical per il laboratorio di Intelligence

Cinque giorni intensi, dal 2 al 6 luglio, trascorsi ad approfondire in full immersion un argomento intrapreso da due anni e tutt'altro che facile: l'intelligence.

Roba pesante per dei liceali, che al massimo pensano a 007 (e neppure a quello classico, interpretato da Sean Connery o Roger Moore)?

Proprio no, o non troppo, almeno se l'attenzione è un indice di gradimento. E di attenzione ne hanno prestata tanta, gli allievi della 4° b e della 4° d del Liceo classico "Tommaso Campanella" di Reggio Calabria, alle lezione del laboratorio di alternanza scuola-lavoro svoltosi all'Università della Calabria in occasione del Master in Intelligence diretto da Mario Caligiuri.

L'interesse del Liceo reggino, rappresentato dalla preside Maria Rosaria Rao, per questa disciplina delicata risale a novembre 2016, grazie alla firma di un protocollo d'intesa con Marco Minniti e Stefania Giannini, all'epoca, rispettivamente, sottosegretario alle Informazioni e ministra dell'Istruzione.

Il recente ciclo di lezioni, coordinato e gestito con efficacia dal tutor Angelo Zicca, è iniziato, come già accennato, il 2 luglio con un intervento corposo di Caligiuri, che ha chiarito la funzione e gli scopi dell'intelligence in quanto disciplina: niente inseguimenti rocamboleschi e gadget alla portata di pochi. Semmai, metodi da spiegare - e, nei limiti del possibile, da divulgare - per contenere uno dei fenomeni negativi più vistosi della contemporaneità e contrastarne al massimo gli effetti: la disinformazione.

Chi ne ha letto i libri o ne conosce il pensiero sa che per il direttore del Master la disinformazione è un vero e proprio totem scientifico: «Siamo immersi come non mai nella disinformazione proprio a causa dell'eccesso di informazioni e notizie». Per questo, spiega Caligiuri, l'Intelligence è innanzitutto un metodo importante per orientarsi nella marea di informazioni e selezionarle. Il che, tradotto in parole povere, significa che l'Intelligence potrebbe essere la disciplina del futuro.

Al termine della lunga lezione di Caligiuri, gli studenti del "Campanella" (Silvia La Rocca, William Varsavia e gli allievi della 4° d) hanno presentato i lavori elaborati nel corso del lungo laboratorio di alternanza scuola-lavoro.

Ma il pericolo della disinformazione presuppone che, a monte, debba esistere comunque un'informazione seria e ben disciplinata da regole d'arte e deontologiche e, soprattutto, condotta con tecniche efficaci.

Di questo aspetto ha parlato il 3 luglio Saverio Paletta, giornalista professionista con una lunga gavetta nelle redazioni calabresi e non solo. In particolare, il giornalista, dopo aver spiegato i principi tecnici e giuridici della sua professione si è soffermato sui rapporti tra giornalismo e Intelligence e ha assegnato agli studenti sei argomenti su cui esercitarsi in una simulazione del lavoro di redazione.

Il 4 luglio gli studenti reggini hanno assistito alla presentazione del corso di laurea in Intelligence e analisi del rischio (il primo organizzato da un'università pubblica italiana), tenuta dal rettore Gino Mirocle Crisci, da Caligiuri e dal direttore del Dipartimento di Lingue e scienze dell'educazione Roberto Guarasci.

A seguire, la lezione di Pasquale Cariati, pedagogista dell'Unical sulle nuove tecnologie e l'analisi del rischio. Cariati, in particolare, si è soffermato sul ruolo dei social network nella trasmissione della conoscenza e ha presentato alcuni prodotti multimediali innovativi sull'uso dei social a scopo didattico ed educativo.

Il 5 luglio la studiosa Valentina Cuzzocrea ha tenuto un workshop su Intelligence e linguistica, nel corso del quale ha utilizzato dei file audio per simulare le tecniche di ascolto e lettura delle intercettazioni.

Subito dopo è stata la volta del coordinatore Angelo Zicca, che si è occupato di fake news e delle varie forme di cyberbullismo, il cui antidoto ideale è il corretto uso dell'Intelligence.

Ha concluso il ciclo di lezioni Andrea Sberze, esperto del mondo portuale, con la lezione del 6 luglio dedicata alla dimensione marittima letta dal punto di vista della sicurezza nazionale. Sberze ha focalizzato la propria analisi sull'ipotesi (nefasta e scongiurabile solo grazie a un'accorta attività d'intelligence) di una convergenza tra terrorismo e criminalità organizzata e si è concentrato su una realtà molto vicina agli studenti del "Campanella": il Porto di Gioia Tauro.

Intenso e innovativo, impegnativo per gli studenti, guidati dalla tutor Maria Rita Abramo, e per gli stessi organizzatori, il laboratorio di alternanza scuola-lavoro sull'Intelligence è il primo esperimento didattico sull'argomento in Italia. Al punto che viene da chiedersi se qualche studente non si faccia tentare e intraprenda un percorso, professionale e di vita, forse meno spettacolare rispetto al cinema ma non per questo meno affascinante.