'Ndrangheta, a Reggio Emilia nasce la "Consulta permanente per la legalita'"

Mentre nell'aula di Aemilia lo scontro si fa sempre piu' duro (domani non c'e' udienza per uno sciopero dei penalisti, ndr), a Reggio Emilia nasce un nuovo organismo come sede di confronto sul tema delle infiltrazioni della 'ndrangheta nel territorio, che il processo -in corso da piu' di due anni- ha portato a galla. Si tratta della "Consulta permanente per la legalita'", promossa da Provincia e Comune capoluogo, a cui aderiscono 24 enti: le Unioni dei Comuni Bassa reggiana, Colline matildiche, Terre di mezzo, Tresinaro Secchia, Val d'Enza, Pianura reggiana e Unione montana dei Comuni dell'Appennino reggiano, la Camera di Commercio, le associazioni di categoria, i sindacati e il Forum del Terzo settore. Invitati permanenti sono poi le Forze dell'ordine e gli enti del territorio impegnati sui temi dell'antimafia e della promozione della legalita'. Tra le amministrazioni comunali che entrano nella consulta si segnala anche quella di Brescello che, dopo lo scioglimento per mafia di due anni fa, ha oggi un nuovo sindaco (Elena Benassi) sostenuto da quello precedente (Marcello Coffrini).

La consulta per la legalita', la cui nascita formale verra' sancita in un documento venerdi' prossimo, sara' supportata da anche un comitato scientifico composto da professionisti esperti in materia di criminalita' organizzata, infiltrazioni mafiose sul territorio emiliano-romagnolo e gestione dei beni confiscati, come Stefania Pellegrini (professore associato di Sociologia del diritto e del corso "Mafie e antimafia" all'universita' di Bologna) ed Enzo Ciconte, studioso dei fenomeni di infiltrazioni mafiose al nord, consulente per la commissione parlamentare Antimafia. Intanto la rete di amministrazioni "Avviso Pubblico" plaude, all'imponente operazione che, nei giorni scorsi ha portato al sequestro di circa otto milioni dei fratelli Sarcone, considerati i luogotenenti del boss di Cutro Nicolino Grande Aracri in Emilia. Questo dimostra, dice la coordinatrice regionale Antonella Micele "da un lato, la pervasiva presenza della criminalita' organizzata nel tessuto economico della nostra Regione", ma dall'altro "la costante attivita' degli organi investigativi volta ad incidere sul patrimonio di queste organizzazioni. Privarle dei loro beni e' condizione fondamentale per indebolirle e permettere alla societa' di liberarsi dalle mafie". (Cai/ Dire)