Verta e Oronzio (Gioventù nazionale) scrivono a Meloni e Ferro: “Rosaria Scarpulla ha il diritto di ricevere la giusta protezione”

Pubblichiamo integralmente la lettera di Gianluigi Verta, Membro del direttivo Nazionale GN, e Pasquale Oronzio, Membro dell'Esecutivo Nazionale GN indirizzata a Giogia Meloni e Wanda Ferro:

"Illustrissime On. Giorgia Meloni e Wanda Ferro,

Vorremmo portare alla Vostra particolare attenzione, uno dei casi di cronaca più eclatanti accaduti in Calabria, nel Vibonese, negli ultimi anni.

Un silenzio assoluto, rotto solo dagli appelli dell'Avv. Giuseppe De Pace e dalle denunce pubbliche della sua assistita Rosaria Scarpulla, madre di Matteo Vinci , il biologo dilaniato dalla bomba posta sotto la sua auto a Limbadi , il 15 Aprile scorso ove rimasta ferita anche la moglie e il padre attualmente ricoverati all'ospedale di Palermo.

Un grido di dolore quello di una madre coraggio, la signora Rosaria che inizia a fare i conti con la solitudine.

L'Avvocato De Pace ha lanciato nei giorni scorsi una raccolta fondi per assicurare alla Signora Rosaria guardie del corpo private, poiché se non fosse per la clamorosa attenzione dei media locali la signora Rosaria sarebbe già in pericolo.

Una vittima innocente Matteo che, assieme ai propri genitori, si batteva per la giustizia e il diritto, contro la protervia mafiosa del clan Mancuso che voleva appropriarsi dei terreni di loro proprietà.

Quello che chiediamo Onorevoli e una particolare attenzione per una famiglia che ancora oggi a due mesi dall'autobomba , non è stata ancora assegnata la protezione alla coraggiosa testimone di giustizia e alla sua famiglia .

"Abbandonati dallo Stato"

Durante tutto questo tempo l'Avvocato De Pace ha ripetutamente sollecitato, con incontri diretti e continui, lunghe telefonate e appelli attraverso i mezzi di stampa, il Prefetto pro tempore di Vibo Valentia Guido Longo, il ministro degli Interni Marco Minniti e tutti i soggetti che compongono la catena di comando che fa capo al Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica e che oggi senza risposta si sono visti costretti a chiamare in sede penale, affinché fosse assegnata la scorta alla Signora Scarpulla, coraggiosa madre e testimone di giustizia che a viso scoperto ha denunciato la famiglia Mancuso per i tanti avvertimenti, angherie e azioni violente.

Crediamo che, La signora Rosaria ha il diritto di ricevere la giusta protezione mentre e' ancora in vita, non ha bisogno di eventuali riconoscimenti e onorificenze post mortem conferiti da uno Stato incapace di tutelarne l'incolumita' nel momento del bisogno.

Onorevoli, non lasciate che questa missiva rimanga lettera morta .

Sappiate che, in questa lettera, accogliamo questo grido da aiuto anche noi giovani che credono nell'aiuto delle istituzioni,Voi anche ci credete e lo avete sempre ribadito, e noi crediamo alle Vostre parole.

Con profonda stima".