Di Lieto (Codacons): “In Calabria si rischia di morire anche di burocrazia”

Il Codacons ipotizza "pericolosissime 'omissioni'" e presenta un esposto in Procura affinché vengano individuati e puniti "tutti i soggetti che non avrebbero omesso di compiere atti, per legge obbligatori, in grado di garantire tutela alla famiglia Vinci-Scarpulla.

Da tempo viene inutilmente invocata

l'assegnazione di un servizio di scorta alla signora Rosaria Scarpulla di Limbadi, vittima dell'autobomba del 9 aprile scorso e tuttora oggetto di pressanti intimidazioni.

Lo Stato deve schierarsi dalla parte delle vittime - sostiene Francesco Di Lieto, vicepresidente nazionale del Codacons - non è tollerabile che dopo quasi due mesi da un inquietante attentato, nessun segnale concreto di vicinanza e sostegno sia giunto alla famiglia delle vittime.

Dev'essere rivisto il meccanismo di assegnazione delle scorte, renderlo più snello - continua il Codacons - affinché sia chiaro da che parte stanno le istituzioni.

Abbiamo deciso di presentare un esposto - continua Di Lieto - perché laddove dovessero verificarsi ulteriori eventi contro la famiglia Vinci, lo Stato venga ritenuto, a pieno titolo, "corresponsabile".

Attualmente la normativa prevede che la scorta venga disposta a seguito di una valutazione compiuta dall'Ufficio Centrale Interforze per la Sicurezza Personale (UCIS).

I Prefetti inviano, quindi, le proposte per assegnare le scorte all'UCIS che le esamina e le valuta.

Il Codacons invoca una indagine a tutto campo per evitare un nuovo caso "Biagi" e per verificare tutte le responsabilità in capo a chi abbia omesso di compiere quegli atti "obbligatori" per la concessione della scorta alla famiglia Vinci.

Altrimenti il segnale appare drammaticamente chiaro: la famiglia Vinci viene lasciata sola contro la ndrangheta".