‘Ndrangheta in Lombardia, in appello dimezzata pena all’ex assessore regionale Zambetti

La corte d'appello di Milano ha sostanzialmente dimezzato la condanna all'ex assessore regionale Domenico Zambetti, tra gli imputati al processo sulle presunte infiltrazioni della 'ndrangheta in Lombardia e in particolare accusato di voto di scambio. La corte gli ha infatti inflitto sette anni e sei mesi di reclusione contro i tredici anni e sei mesi decisi in primo grado. Ridotta a sei anni di reclusione anche la condanna di Ambrogio Crespi, fratello dell'ex sondaggista di Berlusconi.

"Sono una vittima e non sono un carnefice. Dovevo essere assolto perché non ho fatto nulla. Speravo di chiuderla qui, con il processo in appello". Sono le parole a caldo, riportate dall'Ansa, dell'ex assessore regionale Domenico Zambetti che, occhi lucidi per la rabbia, ha espresso il suo rammarico per la sentenza dei giudici di secondo grado che, comunque, gli hanno quasi dimezzato la pena inflitta dal Tribunale. Zambetti, accusato di aver comprato 4000 voti dalla 'ndrangheta per le regionali del 2010, oltre ad annunciare ricorso, ha notato che, vista la riduzione delle pene a lui e ad Ambrogio Crespi, fratello dell'ex sondaggista di Berlusconi, "qualcosa forse non ha funzionato in primo grado". Crespi ha invece affermato: "Credo ancora nella giustizia, sono innocente. Cercherò di riprendermela andando in Cassazione. Se la giustizia ha un suo corso, lo rispetto ma non lo condivido.