Sergio: “Istituire Osservatorio fra Università e mondo del lavoro”

"La disoccupazione è al 6,40% in Lombardia e nelle altre regioni del Nord; il 21,55% in Calabria e Sicilia (quella giovanile è addirittura al 55%). Se si vanno a vedere i dati sul reddito pro-capite, nelle regioni del Sud i soldi disponibili sono circa la metà di quelli del Nord. Bastano questi pochi dati, ma se ne potrebbero citare decine di altri come numero e qualità di infrastrutture e servizi, quelli sanitari in primis, per comprendere che viviamo in due mondi diversi, lontanissimi". Franco Sergio, presidente della prima Commissione in Consiglio regionale, richiama, è scritto in una nota, l'attenzione sui dati Istat (usciti sui media specializzati nei giorni scorsi): "nel 2017 in 1,1 milioni di famiglie italiane 'tutti i componenti appartenenti alle forze di lavoro erano in cerca di occupazione', pari a 4 famiglie su 100, in cui non si percepiva alcun reddito da lavoro, contro circa la metà (535mila) nel 2008. Lo ha sottolineato il presidente dell'Istat, Giorgio Alleva, nel corso dell'audizione sul Def. 'Di queste più della metà (il 56,1%) è residente nel Mezzogiorno. Nel complesso si stima un leggero miglioramento rispetto al 2016 (15mila in meno), ma la situazione al Sud è in peggioramento (13mila in più)'". "Cifre drammatiche nella loro estrema asetticità - sottolinea Franco Sergio - che unite appunto a quelle della carenza di infrastrutture, si pensi ai paradossi della chiusura della ferrovia Cosenza-Paola o dello strozzamento di tutte le vie d'accesso a Crotone negli scorsi mesi estivi, ed alle lacune nei servizi di assistenza sanitaria, impongono alle istituzioni statali e regionali, alla politica ed ai corpi intermedi, in primis associazioni di categoria dei lavoratori e degli imprenditori, di confrontarsi senza ipocrisie ed illusioni, di vagliare proposte concrete e non 'libri dei sogni' e, possibilmente di decidere interventi che abbiano un impatto reale sul territorio, tagliando i tempi biblici della parte parassitaria della burocrazia. La mia proposta di istituire un 'Osservatorio fra Università e mondo del lavoro' vuol favorire una costante interazione fra istituzioni e soggetti privati nelle fasi dell'offerta formativa, partendo dalle esigenze di professionalità 'spendibili' sul mercato del lavoro. L'Italia, per la sua felice posizione al centro del Mediterraneo, un ponte verso il continente africano proprio nel cuore dell'Europa, avrebbe dovuto fare di questa 'geostrategicità' un atout importantissimo. Purtroppo, ad oggi, così non è, anzi. I costi della logistica sono di molto superiori a quelli dei maggiori competitori europei. Non parliamo, poi, degli extraeuropei. Peraltro, questi costi, insieme a quelli del nostro storico gap energetico, rendono la competitività industriale più difficile". "L'Italia - conclude Sergio - avrebbe tutte le carte in regola per essere al centro di un network dello sviluppo per il continente africano e via preferenziale di comunicazione tra Africa e Nord Europa. Questo dovrebbe voler dire mettere il Nord nelle migliori condizioni possibili per dialogare con il Mediterraneo e dare al nostro Sud la possibilità di esprimere una delle sue missioni più importanti. Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Campania dovrebbero divenire un grande distretto infrastrutturale, integrando le loro potenzialità, invece di inseguire progetti regionali in reciproca competizione che inibiscono una reale crescita di caratura internazionale. Il porto di Gioia Tauro è a 'rischio svuotamento' di ruolo e potenzialità se non si attiverà integralmente (appunto in tempi non biblici) la ZES con tutto quel che comporta di indotto infrastrutturale".