'Ndrangheta e camorra a Roma: sequestrate armi e droga, pusher infedeli venivano gambizzati

spaccioImponevano ai pusher l'esclusivo approvvigionamento della droga dall'organizzazione e chi non eseguiva veniva punito. E' quanto accertato dai carabinieri del Nucleo investigativo di Roma che hanno smantellato con 19 arresti due gruppi criminali, uno di stampo camorristico e l'altro che si avvaleva della collaborazione di esponenti delle cosche della 'ndrangheta. In particolare nell'aprile 2015 a San Basilio, alla periferia della Capitale, tre pusher vennero gambizzati perché si erano riforniti da estranei al gruppo guidato dai fratelli Esposito. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati 25 chili di cocaina, che avrebbero fruttato al dettaglio circa 6 milioni di euro e due pistole: una revolver e una semiautomatica. Nelle perquisizioni di stamattina a San Basilio, i carabinieri hanno arrestato altre due persone in flagranza di reato: una per detenzione ai fini di spaccio e l'altra perché aveva in cucina un fucile a canne mozze.

I criminali avevano strutturato la principale piazza di spaccio di San Basilio, in via Maiolati, sul modello tipico del quartiere napoletano Scampia.

A coordinare erano i fratelli Salvatore e Genny Esposito arrestati oggi dai Carabinieri nell'ambito della maxi operazione che ha smantellato due gruppi criminali, uno di stampo camorristico e l'altro legato a cosche della 'ndrangheta. A quanto ricostruito dagli inquirenti, la compagine diretta dai due fratelli era organizzata con il classico modello napoletano, ovvero capi piazza, collegati direttamente a loro, numerosi pusher ai quali veniva imposto l'esclusivo approvvigionamento della droga dal sodalizio e vedette per avvistare qualunque movimento sospetto. Un cugino degli Esposito, gestore della piazza, si sarebbe perfino tatuato sul braccio i diminutivi dei nomi dei suoi capi "Sasa'" e "Genny".

"Negli anni 90 la famiglia Esposito si e' trasferita a Roma- ha ricostruito il Procuratore Aggiunto della DDA di Roma, Michele Prestipino, durante una conferenza stampa- il gruppo ha stretto rapporti criminali e relazioni portando un know-how significativo nella gestione delle piazze di spaccio, portando a Roma il modello di spaccio delle piazze napoletane, in particolare Scampia".

I fratelli Esposito si sarebbero trasferiti a Roma da Nettuno dopo un patto stretto dal padre Luigi, storico esponente del clan Licciardi e braccio destro di Gennaro detto 'a Scigna' e Michele Senese detto 'o Pazzo' boss di Afragola per anni referente della camorra a Roma. E' quanto ricostruito dagli investigatori che li hanno arrestati nell'ambito della maxi operazione che ha sgominato due gruppi criminali operanti nel territorio della Capitale e in particolare nella piazza di San Basilio. L'accordo che introdusse il modello Scampia a San Basilio venne sancito a fine Anni 90 tra Luigi Esposito e Michele Senese, che si sarebbero incontrati in una casa di cura della Capitale. A seguito del patto, Genny e Sasa', figli di Luigi, si trasferirono ai Parioli, vivendo in appartamenti di lusso e gravitando nella zona di Ponte Milvio dove si sarebbero avvalsi di gruppi di albanesi per l'approvvigionamento di droga e utilizzarli all'occorrenza come loro braccio armato.

L'indagine di oggi, denominata "Gallardo", prende il nome dal modello dall'auto Lamborghini nella disponibilità dei due 'rampolli' Esposito.