Fittante: "I giochi attorno al sistema aeroportuale calabrese"

"Perchè non programmare un aeroporto nella provincia di Vibo? In Calabria ce ne sono tre, un altro lo rivendicano a Sibari, richiamando Oliverio al mantenimento dei suoi impegni per quel territorio. Uno per ogni Provincia. Siamo alle calabrie. Una volta erano due ( Citeriore e Ulteriore) oggi quattro. Allora perché "penalizzare" Vibo? Ho fatto ironia!". Lo scrive l'onorevole Costantino Fittante.

"Sul sistema aeroportuale calabrese si sta giocando una partita importante e da ogni angolo della regione si avanzano rivendicazioni e si organizzano proteste.
C'è chi promuove la "class action" contro la Sacal per presunti danni alla Città di Reggio; chi solleva dubbi sugli allegati della partecipazione Sacal al bando Enac, chi presenta ricorso per violazione, sempre da parte della Sacal, del piano industriale e così procedendo.
Quanti danni ha prodotto questa benedetta società!
Tutti quelli che protestano e organizzano manifestazioni contro la Sacal, pretendono l'apertura degli scali, l'attivazione di voli, ma senza dire una sola parola a carico di chi graveranno i costi di quanto si rivendica.
La Sacal ha commesso un grave errore partecipando al bando Enac. Non poteva non essere consapevole delle condizioni fallimentari e deficitari non solo sotto il profilo dell'utenza dei due aeroporti. E non poteva che essere consapevole che assumendosi l'onere della riattivazione dei due scali, gli oneri sarebbero gravati sul proprio bilancio già squilibrato anche per l'uso allegro delle risorse (vedasi vicende gestione Colosimo).
Oggi, chi ha votato la partecipazione al bando Enac, a cominciare dal Sindaco deposto di Lamezia, osserva il massimo silenzio sulle vicende Sacal e sulle polemiche nei confronti dell'attuale gestione.
Incontrandoci come Sinistra Italiana con i Commissari Straordinari del Comune di Lamezia, abbiamo chiesto di provvedere alla nomina del proprio rappresentante in Sacal, come in altri enti partecipati, previo avviso pubblico e non "acconciarsi" a segnalazioni di qualsivoglia autorità o espressione politica della Città, scegliendo un vero esperto per titoli, attività ed esperienze nel settore trasporti, e di agire perché per un periodo più o meno lungo i bilanci di gestione dei tre aeroporti rimangano separati. E ciò in ossequio all' atto di indirizzo del 29 gennaio 2013 del Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti che prevede la collocazione dell'Aeroporto di Lamezia tra gli scali strategici, gli altri due, entrambi con numero di passeggeri inferiore a 500 mila annui, di non interesse nazionali, quindi da trasferire alla Regione ( decreto legislativo n° 85 / 2010) tenuta ad assolvere i relativi oneri, valutare la diversa destinazione e/o la possibilità di chiusura. La stessa normativa europea ( Reg.to 1008 del 2008) non esclude affatto il sostegno pubblico a questi aeroporti "minori" quado diretto a salvaguardare collegamenti ritenuti di pubblica utilità in base ai requisiti stabiliti dal suo art. 16, precisando tuttavia che il sostegno non possa andare oltre i dieci anni, trascorsi i quali l'aeroporto, che non sia riuscito medio tempore a raggiungere autonomi traguardi di redditività, deve essere chiuso.
La Regione la smetta di giocare col il sistema aeroportuale calabrese e si assuma fino in fondo le responsabilità che le competono. I Sindaci di Crotone e Reggio non possono pretendere di avere l'attivazione dei due aeroporti scaricando gli oneri sul bilancio della Sacal e sugli azionisti pubblici e privati tra i quali il Comune di Lamezia con una partecipazione del 22 per cento. Bell'affare: da Crotone e Reggio si dovrebbe volare, gli utenti dovrebbero godere del servizio, ma i cittadini attraverso le imposte, gli enti pubblici ed i privati dei rispettivi territori, non dovrebbero rimetterci neppure un euro. O peggio, godere anche dell'eventuale percentuale degli oneri di imbarco. Una nuova filosofia dell'equità!
La Sacal, mi sento di chiederlo pubblicamente, rinunci alla concessione Enac della gestione dei due aeroporti; la Regione provveda alla loro gestione e le forze istituzionali e imprenditoriali delle due Città provvedano a costituire proprie società di gestione, con l'accortezza di evitare due nuovi fallimenti".